La manifestazione indetta dal sindacato La Via Maestra ha riempito le strade della capitale con una partecipazione che gli organizzatori stimano superiore alle centomila persone. Dal corteo romano, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha trasformato la giornata in un annuncio destinato a pesare sull'agenda politica dei prossimi mesi.
La data dello sciopero generale è fissata al 20 novembre
«Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale in questo Paese», ha dichiarato Landini dal palco. Il leader sindacale ha motivato la scelta con la volontà di sostenere un processo democratico di cambiamento che rimetta al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale. Secondo Landini lo sciopero è lo strumento più solidale che esista, perché non serve soltanto a difendere i propri diritti ma anche a estenderli ad altre persone. «Non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e con solidarietà», ha aggiunto.
Operai, studenti e agricoltori nella stessa piazza contro il caro vita
Il segretario della Cgil ha rivendicato la natura composita della manifestazione, sottolineando che la piazza unisce lavoratori e lavoratrici provenienti da realtà come l'Ilva e l'Electrolux, insieme a giovani, studenti, agricoltori e camionisti. Il collante individuato da Landini è un problema comune, ovvero un caro vita che non permette di andare avanti. Da qui la lettura politica della giornata, descritta come il momento di riprendersi la parola.
Il messaggio dei giovani e la difesa della democrazia praticata
Landini ha insistito sul peso delle nuove generazioni, che secondo il sindacalista non accettano più di restare ai margini e rivendicano un ruolo da protagoniste del proprio futuro. «Il futuro è oggi», ha ripetuto, collegando questa rivendicazione a una concezione della democrazia che si difende praticandola e non rinunciando, senza abbassare mai la testa e mettendo al centro la persona invece del mercato e del profitto. Il ragionamento si è poi allargato ai valori della Costituzione, indicati come bussola per costruire un Paese diverso e ridurre diseguaglianze e ingiustizie.
Stipendi, pensioni e sanità pubblica le richieste al centro del corteo
Le rivendicazioni elencate dal leader della Cgil riguardano stipendi che consentano di vivere con dignità, una pensione dopo una vita di lavoro altrettanto dignitosa e una sanità pubblica che funzioni e garantisca la salute a tutti. A queste si aggiunge il diritto alla conoscenza e all'istruzione, definito la base per combattere le diseguaglianze, perché senza formazione non esiste futuro. Landini ha poi rivendicato il ruolo di chi tiene in piedi il Paese e paga le tasse anche per chi evade, chiedendo il riconoscimento dei diritti di questa parte sociale.
Il confronto con il governo e la domanda su quattro anni di politiche
Nel suo intervento Landini ha aperto un fronte diretto con l'esecutivo, ponendo una domanda ai presenti sul confronto tra la situazione di quattro anni fa, quando il governo era diverso, e quella attuale. La risposta implicita è servita a contestare le narrazioni sulla ripresa economica, liquidate come racconti privi di fondamento. La manifestazione romana si inserisce così in un percorso di mobilitazione che dura da settimane e che ora punta a convergere nello sciopero generale di novembre, con la Cgil che si propone come soggetto disponibile a guidare la fase di cambiamento. Un passaggio rilevante anche sul piano del confronto con le altre organizzazioni sindacali, chiamate a misurarsi su una piattaforma centrata su salari, previdenza e servizi pubblici.