Si apre un nuovo fronte di confronto nella sanità siciliana sul potenziamento delle cosiddette farmacie dei servizi.
A sollevare dubbi sull'indirizzo intrapreso dalla Regione sono il Cimest, ConfSalute Healthcare e il Sindacato Nazionale Branche a Visita, che chiedono maggiori garanzie per i cittadini e una programmazione più incisiva dell'assistenza specialistica sul territorio.
A suscitare le perplessità delle organizzazioni è soprattutto l'ipotesi di un'intesa con Federfarma per ampliare le prestazioni erogabili nelle farmacie, includendo esami come l'elettrocardiogramma, il monitoraggio cardiaco e della pressione arteriosa tramite Holter, le spirometrie e alcune analisi del sangue.
Servizi che potrebbero essere prescritti dal medico di medicina generale e finanziati dal Servizio sanitario regionale.
Secondo i rappresentanti degli specialisti convenzionati, l'ampliamento dell'offerta non può prescindere da regole chiare, controlli adeguati e da una precisa distinzione tra le competenze delle diverse figure sanitarie.
La principale preoccupazione riguarda le condizioni nelle quali verranno effettuate le prestazioni.
Gli specialisti evidenziano come gli ambulatori medici e le strutture polispecialistiche debbano rispettare specifici standard relativi agli ambienti, alle apparecchiature, all'organizzazione del lavoro e alla qualificazione del personale.
A questi obblighi si aggiungono, per le strutture accreditate, ulteriori requisiti necessari per operare nell'ambito del Servizio sanitario pubblico.
Da qui la richiesta rivolta alla Regione: chiarire quali garanzie saranno previste per le attività svolte all'interno delle farmacie e come verranno assicurati livelli adeguati di qualità, sicurezza e controllo.
Per le organizzazioni firmatarie, la questione non consiste nell'applicare necessariamente le stesse regole a strutture differenti, ma nell'assicurare ai pazienti una protezione equivalente quando si sottopongono a prestazioni sanitarie comparabili.
Il rischio, secondo questa posizione, è che l'estensione dei servizi farmaceutici finisca per creare una sovrapposizione con le attività degli ambulatori specialistici, senza una revisione complessiva dell'organizzazione dell'assistenza territoriale.
Un altro punto centrale della contestazione riguarda la distinzione tra l'esecuzione di un esame e la valutazione clinica dei suoi risultati.
Le associazioni riconoscono il ruolo del farmacista nella gestione dei medicinali e nelle attività sanitarie consentite dalla normativa, ma sottolineano che le competenze professionali non sono intercambiabili.
Effettuare una misurazione o raccogliere dati attraverso un dispositivo diagnostico, osservano gli specialisti, non significa automaticamente poter formulare una diagnosi, individuare una patologia o stabilire una terapia.
Queste decisioni richiedono una valutazione medica complessiva, che tenga conto dei sintomi, della storia clinica e degli eventuali fattori di rischio del paziente.
La richiesta è quindi quella di definire con precisione le responsabilità dei professionisti coinvolti, evitando che l'ampliamento delle prestazioni disponibili nelle farmacie determini ambiguità nell'assistenza o riduca le garanzie per chi necessita di una valutazione specialistica.
Le organizzazioni precisano, inoltre, di non voler mettere in discussione i servizi già consentiti dalla legge, ma di chiedere che ogni nuova attività sia accompagnata da regole appropriate e da verifiche efficaci.
Liste d'attesa e assistenza territoriale, resta il tema della programmazione
La protesta si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro della sanità territoriale in Sicilia.
Per le sigle degli specialisti, l'ampliamento dei servizi nelle farmacie non dovrebbe procedere senza un contemporaneo rafforzamento della medicina specialistica, sia pubblica sia privata accreditata.
La questione, dunque, non riguarda soltanto i luoghi in cui effettuare determinati esami, ma anche il modello di assistenza che la Regione intende sviluppare e le risorse da destinare ai diversi servizi.
La possibilità di accedere a prestazioni vicino casa può rappresentare un'opportunità per i cittadini, ma, secondo i firmatari della presa di posizione, deve essere accompagnata da una chiara definizione dei percorsi assistenziali, delle responsabilità cliniche e degli standard di sicurezza.
La richiesta rivolta al governo regionale è di garantire trasparenza sulle condizioni previste per le farmacie dei servizi e di evitare che la nuova organizzazione produca disparità tra operatori sanitari. Il confronto resta aperto: da una parte l'obiettivo di ampliare l'accessibilità delle prestazioni, dall'altra la necessità di assicurare che ogni servizio sia erogato nel rispetto delle competenze professionali e delle tutele previste per i pazienti.