Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia inaugurale di Terra Madre – Salone del Gusto al Teatro Regio di Torino. Centinaia di persone hanno atteso il capo dello Stato fin dalle prime ore del mattino per salutarlo. All'ingresso, Mattarella è stato accolto da applausi scroscianti prima dell'esecuzione dell'inno di Mameli da parte del Coro delle voci bianche del Regio. Presenti il sindaco Stefano Lo Russo, il governatore del Piemonte Alberto Cirio, il prefetto Donato Cafagna e il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Il cibo come arma strategica nelle guerre contemporanee
Nel suo intervento, Mattarella ha lanciato un monito preoccupante. «Il cibo e la produzione di risorse alimentari sono diventate un'arma strategica, sono come per l'energia bersaglio delle scellerate guerre in corso», ha dichiarato il presidente. Guerre che, secondo il capo dello Stato, vengono mascherate con ragioni di rivalsa nazionale ma rappresentano in realtà una volontà di potenza e dominio, con assoluta noncuranza delle conseguenze devastanti su popolazioni, territorio e ambiente. Un passaggio che richiama l'attenzione sulla fragilità delle filiere alimentari globali e sul rischio che il nutrimento diventi strumento di pressione politica.
La biodiversità come sfida cruciale per il futuro
Mattarella ha poi affrontato il tema della biodiversità definendola «un patrimonio che ci interpella» e sottolineando come la molteplicità genetica abbia permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni. «Senza la cura di questa ricchezza l'uomo può comprimerla fino a distruggerla e a distruggersi», ha avvertito. Il presidente ha ricordato il contributo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che ha legato la tutela della biodiversità genetica al rispetto delle diverse culture e popolazioni, facendo conoscere realtà lontane. «Il futuro non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro», ha aggiunto, invitando a una grande alleanza per la pace e per i popoli. «L'agricoltura è un comparto chiave, va sviluppata e difesa. Chi conosce la terra sa bene che non bisogna mai smettere di seminare, anche nei momenti difficili».
Il riferimento a Petrini è stato esplicito e carico di significato. Il fondatore di Slow Food, recentemente scomparso, è stato ricordato con commozione da tutti gli intervenuti. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha voluto ringraziare Mattarella per le parole pronunciate nei giorni precedenti sulla scuola come luogo aperto a tutti. «Per queste parole, Presidente, Torino le è grata», ha detto Lo Russo, sottolineando come la manifestazione rappresenti un momento di incontro e di ricchezza nelle differenze. Il primo cittadino ha poi aggiunto che Torino è cresciuta grazie a chi è arrivato da luoghi diversi, portando lavoro, competenze e storie che oggi sono parte integrante della comunità. Un passaggio che richiama i valori di integrazione e apertura che da sempre caratterizzano l'evento.
Cirio ricorda l'importanza della presenza costante del presidente
Il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha espresso gratitudine a Mattarella per la sua presenza costante sul territorio. «Il presidente ci ha abituato a una presenza costante in Piemonte, di questo sono molto orgoglioso», ha affermato Cirio, ricordando i momenti di gioia e di dolore in cui il capo dello Stato è stato vicino alla comunità, come dopo la tragedia di Brandizzo. Cirio ha poi dedicato un pensiero commosso a Carlo Petrini, sottolineando come i suoi ideali siano ancora vivi e presenti. «Oggi basta accendere qualsiasi canale televisivo, si parla di cibo, si parla di sostenibilità. Carlin ne parlava quarant'anni fa», ha ricordato, evidenziando la lungimiranza del fondatore di Slow Food. Un messaggio che ha viaggiato da Bra fino alla Nuova Zelanda e al Sudamerica, senza l'ausilio dei social o di internet, a dimostrazione della forza delle sue idee.
L'edizione di quest'anno di Terra Madre – Salone del Gusto assume un significato particolare, non solo per la scomparsa di Petrini, ma anche per il contesto internazionale segnato da conflitti che mettono a rischio la sicurezza alimentare globale. Le parole di Mattarella risuonano come un appello alla responsabilità collettiva, ricordando che l'agricoltura e la biodiversità non sono temi tecnici ma questioni politiche e culturali di primaria importanza. La manifestazione, che torna nel centro della città, si presenta come un'occasione per riflettere sul ruolo del cibo come elemento di pace e di dialogo tra i popoli, in netta contrapposizione con chi lo utilizza come arma. Un messaggio che da Torino si irradia al mondo, nel solco dell'eredità di Petrini.