Dieci anni dopo la notte del 24 agosto 2016, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parteciperà domani alle 16,30 alla cerimonia di commemorazione per il sisma che colpì Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli. L'appuntamento, annunciato attraverso l'agenda pubblica di Palazzo Chigi, si terrà ad Amatrice, in provincia di Rieti, e segna un momento di raccolta e di bilancio su una ricostruzione che il governo definisce in forte accelerazione.
Il cantiere più grande d'Europa e la volontà di non fermarsi
Nella prefazione al volume "Le pietre della rinascita", presentato al Meeting di Rimini, Meloni ha sottolineato come il cratere sismico sia oggi il cantiere più grande d'Europa. Non si stanno ricostruendo solo case ed edifici pubblici, ma anche la vita di comunità intere che hanno visto cambiare per sempre il volto dei propri borghi. Il governo, fin dal suo insediamento, ha lavorato per imprimere una decisa accelerazione dopo anni di rinvii e false partenze. Un cambio di passo testimoniato dai numeri dei contributi concessi per la ricostruzione privata e dalla ripresa di quella pubblica, che era rimasta bloccata per troppo tempo.
Il cammino non è finito e la domanda di futuro guida l'azione
Meloni ha ribadito che molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. L'obiettivo è rispondere alla "domanda di futuro" di chi è nato e cresciuto in quei luoghi e vuole tornare a viverli. Restare e tornare non sono gesti di immobilismo, ma una scelta di responsabilità e di cura. Il governo sta portando avanti questa strategia attraverso tutte le sue articolazioni, sotto il coordinamento del Commissario Guido Castelli e della Struttura commissariale Sisma 2016. Un grande lavoro di squadra per vincere la sfida della rinascita economica e sociale dell'Appennino centrale.
Castelli sottolinea il valore della presenza della premier
Il Commissario Guido Castelli ha commentato la partecipazione della presidente del Consiglio come un segno tangibile di uno Stato che sceglie di essere accanto alle comunità nel giorno della memoria. Dieci anni fa, alle 3.36, una scossa cancellò borghi, storie e quasi trecento vite. Ricordare le vittime e stringersi ai familiari resta il primo dovere delle istituzioni. La presenza della premier conferma che la ricostruzione non è solo una questione di cantieri e risorse, ma l'espressione di una responsabilità che si rinnova ogni giorno, fino a quando l'ultima famiglia non sarà tornata a casa.
I numeri della ricostruzione e l'uscita dal Superbonus
Castelli ha inoltre fornito dati concreti durante un punto stampa al Meeting di Rimini. In tre anni, lo Stato ha messo a disposizione 4,3 miliardi per la ricostruzione. Questo ha permesso di sbloccare 5mila cantieri su 10mila che rischiavano di rimanere bloccati, anche a causa dell'uscita dal Superbonus che aveva funestato il cratere. Il commissario ha assicurato che la presidente Meloni non farà mancare tutto ciò che sarà necessario per completare l'opera.