Dieci anni dopo il terremoto che nella notte tra il 23 e il 24 agosto 2016 devastò Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, l'Italia si stringe nel ricordo delle 299 vittime, ma anche in un rinnovato impegno per completare la ricostruzione. Le celebrazioni odierne hanno visto la partecipazione delle più alte cariche dello Stato, a partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito quella tragedia una pagina drammatica della storia repubblicana, monito costante sulla necessità di potenziare prevenzione e intervento in caso di eventi sismici.
Meloni: troppi rinvii in passato, ora cambio di passo decisivo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta nel pomeriggio ad Amatrice insieme ai ministri Nello Musumeci, Gianmarco Mazzi e Andrea Abodi, ha deposto una corona di alloro al Monumento alle vittime e ha incontrato i familiari. Nel suo messaggio, la premier ha rivendicato un deciso cambio di passo impresso dal governo dopo anni di ritardi e false partenze. Molto è stato fatto, ha detto, ma altrettanto resta da fare, con l'obiettivo ambizioso della rinascita dell'Appennino centrale.
Zuppi: ricostruire non è solo questione di edifici
Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, ha presieduto la messa ad Arquata del Tronto e quella ad Amatrice, celebrata al campo sportivo. Nella sua omelia, ha sottolineato come il ricordo di questi dieci anni debba renderci sapienti, non rassegnati. Le ferite del terremoto restano, ma altrettanto pesanti sono quelle legate allo spopolamento e alla fragilità delle aree interne. Ricostruire non è solo una questione di edifici, ha ammonito, ma soprattutto di relazioni, comunità, fiducia e solidarietà. La rinascita non nasce soltanto dai cantieri, ma dalle persone e dalla speranza condivisa.
Castelli: numeri concreti dimostrano l'accelerazione
Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha evidenziato come negli ultimi tre anni, grazie al forte sostegno del governo e alla filiera istituzionale che coinvolge anche le regioni, ci sia stata la possibilità di un cambio di passo documentato dai numeri. La ricostruzione non solo è partita, ma finalmente sta per avere quegli esiti concreti che attendevamo da tempo. Un segnale importante per le comunità locali, che guardano al futuro con rinnovata fiducia.
La Russa, Fontana, Tajani e Salvini: unità nel ricordo e nell'impegno
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha legato il ricordo alla responsabilità delle istituzioni, con l'obiettivo di continuare con determinazione e immutata fermezza nell'impegno per la ricostruzione. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato le ferite profonde lasciate dal sisma nelle comunità e nel Paese, rivolgendo il proprio pensiero alle famiglie delle vittime. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che il terremoto non ha distrutto solo edifici, ma ha sconvolto la vita di migliaia di persone, per cui non possiamo accontentarci dei risultati raggiunti. Infine, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha elogiato la forza con cui i territori hanno reagito alla tragedia, ringraziando i soccorritori e i volontari che si sono prodigati nei giorni più drammatici.
Le celebrazioni di oggi rappresentano un momento di raccoglimento e di rilancio. Mentre il Paese guarda avanti, la priorità rimane quella di completare la ricostruzione e restituire un futuro alle aree colpite. Come ha ricordato il presidente Mattarella, il risanamento è un percorso complesso che richiede l'impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile. Un appello raccolto da tutte le istituzioni, unite nella determinazione a non lasciare indietro nessuno.