Il semplice fatto di trovarsi a bordo di un veicolo con un tasso alcolemico superiore ai limiti non è sufficiente per configurare il reato di guida in stato di ebbrezza. Con la sentenza n. 10 del 5 gennaio 2026, il TAR Puglia ha stabilito un principio importante per tutti gli automobilisti italiani. Il caso riguarda un uomo sorpreso dai Carabinieri mentre beveva una birra in un'auto parcheggiata in un'area di servizio ad Andria. I giudici hanno annullato la sanzione di 543 euro e la sospensione della patente, perché mancavano prove concrete che l'uomo avesse guidato in stato di alterazione o che fosse sul punto di riprendere la marcia.
La vicenda processuale e la decisione del TAR
Il controllo avvenne il 29 ottobre 2024, intorno all'una e venti di notte. I militari trovarono l'uomo al posto di guida di una Mini Countryman, parcheggiata in una zona retrostante il distributore, non soggetta al pubblico transito. Con lui c'era il proprietario del veicolo. Il test alcolemico rilevò un valore superiore a 0,5 ma non oltre 0,8 grammi per litro, e gli venne contestata la violazione dell'articolo 186 del Codice della Strada. Successivamente, l'uomo fu fermato mentre guidava con la patente sospesa, portando alla revoca del documento. Il ricorso al TAR si è basato sulle immagini delle telecamere di sorveglianza, che mostravano l'auto ferma da almeno venti minuti prima dell'arrivo dei Carabinieri, con il motore spento. Queste prove hanno dimostrato che la birra era stata consumata durante la sosta e che non c'erano elementi per ritenere che l'uomo avesse guidato poco prima o che sarebbe ripartito. Il TAR ha quindi annullato sia la sanzione originaria sia i provvedimenti successivi collegati.
Il principio giuridico affermato dalla sentenza
Secondo i giudici, la guida in stato di ebbrezza richiede che lo stato di alterazione sia collegato alla circolazione stradale. Quando una persona viene controllata a bordo di un veicolo fermo, la contestazione deve basarsi su circostanze concrete che facciano ritenere che abbia guidato in condizioni di alterazione o che stia per riprendere la marcia. Nel caso specifico, il veicolo era spento, si trovava in un'area privata, era fermo da un tempo significativo e l'uomo stava consumando alcol proprio durante la sosta. Tutti elementi che rendevano implausibile l'ipotesi della guida in stato di ebbrezza. La sentenza sottolinea anche l'importanza delle prove video nella ricostruzione dei fatti, che possono essere decisive per difendersi da accuse basate esclusivamente sul risultato dell'etilometro.
Sanzioni previste dal Codice della Strada per l'ebbrezza
Per comprendere appieno il valore di questa pronuncia, è utile ricordare le sanzioni previste dall'articolo 186. Per un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 g/l, è prevista una sanzione amministrativa da 543 a 2.170 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per un tasso compreso tra 0,8 e 1,5 g/l, scatta l'ammenda da 800 a 3.200 euro e l'arresto fino a sei mesi, con sospensione della patente da sei mesi a un anno. Oltre 1,5 g/l, l'ammenda va da 1.500 a 6.000 euro e l'arresto da sei mesi a un anno, con sospensione della patente da uno a due anni. La recidiva nel biennio comporta la revoca della patente. Questi importi sono indicativi e possono variare in base alle circostanze.
Come difendersi in caso di controllo con veicolo fermo
Questa sentenza offre spunti pratici per chi si trova in una situazione analoga. In primo luogo, è fondamentale conservare qualsiasi prova che dimostri che il veicolo era parcheggiato da tempo e che il motore era spento. Le registrazioni delle telecamere di sorveglianza, le testimonianze e la documentazione della sosta possono essere determinanti. In secondo luogo, bisogna valutare se esistono elementi che collegano l'assunzione di alcol alla guida effettiva, come la presenza di un guidatore designato o la distanza dal proprio domicilio. In ogni caso, la contestazione deve basarsi su fatti concreti e non su semplici presunzioni. La decisione del TAR Puglia rappresenta un precedente importante che potrebbe influenzare altre pronunce e offrire una tutela maggiore ai cittadini. Per una consulenza personalizzata, è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto stradale.