La Procura di Agrigento ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini nell’ambito della maxi inchiesta su “appalti e mazzette”, che ipotizza un presunto sistema di corruzione per “pilotare” gli appalti pubblici in favore di determinate imprese e ditte.
Complessivamente sono gli 32 indagati, tra loro c’è anche il deputato ed ex assessore regionale all’Energia, Roberto Di Mauro. All’onorevole contestato il reato più grave: l’associazione a delinquere con ruolo di promotore.
Tra gli appalti che sarebbero stati “truccati” primo fra tutti lo stralcio della nuova rete idrica del Comune di Agrigento, dal valore di oltre 37 milioni di euro.
Il reato di associazione a delinquere viene contestato all’onorevole Di Mauro, e anche al superburocrate Sebastiano Alesci, ex dirigente del Comune di Licata, all’ex consigliere provinciale Luigi Sutera Sardo e all’ex dirigente del Comune di Ravanusa, Vittorio Giarratana.
Nel mirino della magistratura sono finiti anche i lavori di manutenzione straordinaria della strada provinciale 19 Salaparuta-Santa Margherita di Belìce da 2,4 milioni di euro, la riqualificazione e ristrutturazione dello stadio “Dino Liotta” di Licata e la realizzazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti a Ravanusa da 20,4 milioni.