Da Travagliato a San Siro, l'esordio a 17 anni
Nato a Travagliato in provincia di Brescia l'8 maggio 1960, Baresi è entrato da ragazzo nel settore giovanile del Milan. L'esordio in Serie A è arrivato il 23 aprile 1978, quando aveva appena 17 anni. Da quel momento ha vestito esclusivamente la maglia rossonera, collezionando 719 presenze ufficiali fino al ritiro nel 1997. Una fedeltà assoluta che lo ha reso un simbolo unico nel panorama calcistico mondiale.
Sei scudetti e tre Coppe dei Campioni, il palmarès infinito
Con il Milan ha conquistato sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee e quattro Supercoppe Italiane. Ha contribuito in modo decisivo ai successi della squadra guidata prima da Arrigo Sacchi e poi da Fabio Capello. La sua leadership ha attraversato due cicli vincenti, facendo del Milan una delle squadre più forti della storia del calcio europeo.
La linea difensiva leggendaria e il numero 6 ritirato
Baresi è stato il leader di una linea difensiva memorabile composta anche da Mauro Tassotti, Alessandro Costacurta e Paolo Maldini. La sua interpretazione del ruolo di libero ha fatto scuola, con uscite aggressive, letture anticipate e una visione di gioco fuori dal comune. Al termine della carriera il Milan ha ritirato la maglia numero 6, un omaggio riservato a pochissimi giocatori nella storia del club.
In azzurro 81 presenze e il mondiale del 1982
Con la Nazionale italiana ha collezionato 81 presenze e un gol. Ha fatto parte della rosa che ha vinto il Campionato del Mondo nel 1982 in Spagna. Ha partecipato anche ai Mondiali del 1990 e del 1994, oltre agli Europei del 1988. Nel 2017 ha ricevuto il Collare d'Oro, la massima onorificenza sportiva italiana, insieme ai compagni di squadra del 1982.
Il ritorno dopo l'operazione e la finale di Pasadena
Nel 1994, a pochi giorni dalla finale mondiale contro il Brasile, Baresi è stato operato al menisco. Rientrato in tempi record, ha disputato una finale di altissimo livello a Pasadena, conclusasi con la sconfitta ai calci di rigore. Quella prova resta uno degli esempi più alti di dedizione e spirito di sacrificio nella storia dello sport.
L'ultimo annuncio del Milan e il messaggio del club
Nell'agosto del 2025 il Milan aveva comunicato che al vicepresidente onorario era stata riscontrata una nodulazione polmonare, per la quale si era deciso di procedere con l'asportazione mediante intervento chirurgico mini-invasivo. Un anno dopo è arrivata la notizia della scomparsa. Il club ha scritto che tutti devono provare a essere all'altezza di Franco Baresi, raccogliendo le energie utili fra le lacrime e la commozione. Ha ricordato anche l'ultima immagine orgogliosa di Baresi, tedoforo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
Le reazioni dal mondo dello sport e della politica
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso cordoglio, definendolo un esempio di lealtà, serietà e dedizione. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha parlato di un atleta e uomo esemplare, simbolo di lealtà e passione, ringraziandolo per aver accettato di fare il tedoforo. Il CONI ha ricordato i suoi successi in azzurro e ha proposto di omaggiarlo nella prima giornata di campionato. Adriano Galliani ha scritto “Hai raggiunto il tuo Presidente. 6 per sempre”. Roberto Baggio ha condiviso una foto della finale del 1994 con il messaggio “Quanto dolore e quanta tristezza. Ciao Capitano”. La Figc ha disposto un minuto di silenzio prima delle gare amichevoli del weekend.
Fonte: https://www.italpress.com/morto-franco-baresi-leggenda-milan-nazionale