Canicattì, confiscato patrimonio da 600 mila euro a un cinquantenne · Risoluto
10

Canicattì, confiscato patrimonio da 600 mila euro a un cinquantenne

Di Giovanna Venezia
Confisca di beni a Canicattì: patrimonio da 600 mila euro sequestrato a un cinquantenne

Un patrimonio stimato in circa 600 mila euro è stato confiscato a un cinquantenne residente a Canicattì. Il decreto è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, che ha accolto la proposta avanzata dal questore di Agrigento.

Il provvedimento è stato eseguito il 30 luglio dagli agenti della sezione Misure di prevenzione patrimoniali della Divisione Polizia anticrimine della Questura di Agrigento.

La confisca comprende un intero complesso aziendale, 21 automobili, un motoveicolo, cinque terreni, un motore destinato a un’imbarcazione e quattro rapporti finanziari.

La decisione è arrivata al termine di un’articolata indagine sulla situazione economica e patrimoniale dell’uomo e dei componenti del suo nucleo familiare. Gli investigatori hanno esaminato redditi, disponibilità finanziarie e beni accumulati nel corso di un ampio periodo di tempo.

Secondo quanto riferito dalla Questura, il cinquantenne era già stato sottoposto nel 1998 alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per reati contro il patrimonio. Successivamente era stato condannato in via definitiva per un episodio di riciclaggio commesso nel 2004.

Nel 2018 era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal gip del Tribunale di Agrigento nell’ambito di un procedimento per tentata estorsione aggravata e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

I fatti, risalenti al periodo compreso tra il 2017 e il 2018, sarebbero stati commessi insieme a una persona appartenente alla “Stidda”, organizzazione criminale attiva nel territorio agrigentino.

Per questi reati l’uomo è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione.

La sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello di Palermo nel novembre del 2024.

Il Tribunale ha riconosciuto la presenza dei presupposti di pericolosità sociale richiesti per applicare la misura di prevenzione patrimoniale.

Gli accertamenti economico-finanziari avrebbero inoltre fatto emergere una consistente differenza tra i redditi dichiarati e le disponibilità riconducibili alla famiglia.

Questa sproporzione ha portato i giudici a ritenere che i beni fossero collegati ai proventi di attività illecite, disponendone quindi la definitiva acquisizione da parte dello Stato.

L’operazione si inserisce nell’attività della polizia finalizzata a colpire i patrimoni accumulati illegalmente e a impedire il reinvestimento di capitali di provenienza criminale.

Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

Tutti gli articoli
📬 Newsletter Risoluto

Le notizie che contano, ogni mattina nella tua casella.

Niente spam, solo cronaca, politica e cultura della Sicilia che dovresti conoscere.