Dalla variazione di bilancio urgente per il torrente Cansalamone all'apertura della trattazione del punto sul Piano triennale delle opere pubbliche.
È stata una seduta caratterizzata da punti tecnici quella celebrata ieri sera dal Consiglio comunale di Sciacca, ma non per questo esente da refluenze politiche.
Ad apertura dei lavori, l’aula ha approvato con procedura d’urgenza una variazione di bilancio relativa ai 6 milioni e 500 mila euro destinati alla sistemazione idraulica del torrente Cansalamone.
Le risorse erano state previste nell’ambito degli interventi di Protezione civile successivi agli eventi meteorologici dell’ottobre 2018.
Con la disposizione numero 73 dell’8 febbraio 2023, il Dipartimento regionale della Protezione civile aveva revocato al Dipartimento regionale tecnico il ruolo di soggetto attuatore, affidandolo al sindaco di Sciacca. Il provvedimento disponeva che il Comune procedesse celermente con le attività tecniche, amministrative e contabili necessarie alla realizzazione dell’opera.
A distanza di circa tre anni e mezzo, le somme sono state inserite nel bilancio comunale attraverso una variazione presentata come urgente. Proprio la distanza temporale tra il provvedimento regionale e il passaggio contabile ha alimentato le proteste di diversi consiglieri di opposizione.
«Urgente dopo tre anni e mezzo. Una vergogna assoluta», è stato evidenziato nel corso degli interventi in aula, con critiche rivolte all’amministrazione sia per i tempi sia per le modalità con cui la variazione è arrivata all’esame del Consiglio che soltanto in conferenza di capogruppo per caso ha scoperto la scadenza imminente dell'atto. Nonostante le polemiche, la delibera è stata approvata.
La tensione politica è poi aumentata con il prelievo, cioè con l’anticipazione della trattazione, del punto riguardante il Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028.
Undici consiglieri di opposizione hanno presentato un atto di indirizzo per chiedere al sindaco e alla giunta l’inserimento, nell’elenco annuale 2026, di alcuni interventi ritenuti prioritari.
Tra questi figurano il rifacimento dei marciapiedi di viale della Vittoria e di via Fratelli Argento, la sistemazione della frana di vicolo Grande II Caricatore, il rifacimento dei marciapiedi di corso Vittorio Emanuele, nel tratto compreso tra via Roma e piazza Don Minzoni, e il rifacimento del manto erboso dello stadio Luigi Riccardo Gurrera.
La sua presentazione ha dato luogo a una questione sospensiva di 30 giorni, ai sensi dell’articolo 84 del regolamento del Consiglio comunale.
L’esame definitivo del Piano è stato quindi rinviato, lasciando all’amministrazione il tempo per valutare gli interventi indicati e le conseguenti modifiche alla programmazione.
Il prelievo del punto ha però provocato e alimentato nuove tensioni e dinamiche in aula.
Il gruppo consiliare del Partito democratico e il consigliere del Movimento 5 Stelle Alessandro Curreri hanno abbandonato l’aula, contestando agli altri esponenti dell’opposizione di non avere comunicato in conferenza dei capigruppo l’intenzione di anticipare la trattazione del Piano.
La seduta si è così conclusa con due atti approvati, ma anche con un duro confronto sui ritardi relativi al Cansalamone e con una divisione politica tra le opposizioni sulla gestione del Piano triennale delle opere pubbliche.