Si articola in due direzioni l'indagine della polizia municipale di Sciacca per risalire alle cause dell'incendio che, sabato 29 agosto, ha bruciato un’area di 230 ettari l’incendio in località Macauda, a Sciacca, con evacuazione di un villaggio turistico, blocco, per parecchie ore, della statale 115, danni alla pubblica illuminazione e ad alcune abitazioni della zona.
La polizia municipale sta verificando la possibile natura dolosa dell’incendio, ipotesi che ancora oggi resta in piedi, ma anche la mancata pulizia di terreni privati.
L’area andata a fuoco, che comprende anche qualche uliveto, è tutta di proprietà privata e la polizia municipale proprio in questa zona, poco tempo fa, aveva elevato sanzioni a proprietari di terreni per la mancata pulizia degli stessi.
A quanto pare su alcuni terreni i proprietari non sarebbero intervenuti nonostante la sanzione subita. Fondamentale sarà la relazione di vigili del fuoco che sono intervenuti nella zona unitamente al corpo forestale e alla protezione civile. Per spegnere le fiamme è stato necessario anche l’intervento di elicotteri e canadair.
Si attende il completamento della verifica tecnica che indicherà l’origine del rogo. Questa zona è sempre a rischio incendi e altri roghi sono divampati nel passato. La polizia municipale di Sciacca è già all’opera partendo proprio dai terreni i cui proprietari erano già stati sanzionati. Si tratta, in particolare, di aree, sia sulla sulla parte destra che su quella sinistra della statale 115, che sono andate a fuoco.
E mentre per l’incendio in contrada Makauda le indagini sono in fase di svolgimento anche ieri, domenica 6 settembre, le fiamme hanno lambito la statale 115 in località Piana Grande, nel territorio di Ribera. La strada è stata bloccata durante l’incendio proprio al bivio di Piana Grande.