La carenza di personale torna a presentare il conto alla Polizia municipale di Sciacca.
Anche oggi, infatti, il Corpo è stato costretto a lasciare sguarnito il presidio all’ingresso delle scuole, uno dei servizi che tradizionalmente vedono impegnati gli agenti negli orari di entrata e di uscita degli studenti.
Una scelta che non nasce dalla mancanza di attenzione verso la sicurezza davanti agli istituti scolastici, ma dalla necessità di concentrare le poche risorse disponibili sull’emergenza viabilità che sta interessando la città.
Sono tre le pattuglie impegnate per turno nelle zone considerate più a rischio, lungo la viabilità alternativa alla statale 115.
Un dispositivo che assorbe una parte consistente dell’organico e che, inevitabilmente, finisce per ripercuotersi su tutti gli altri servizi ai quali è chiamata quotidianamente la Polizia municipale.
Il problema, dunque, non riguarda soltanto la gestione della viabilità. Quando un Corpo deve destinare una quota così rilevante delle proprie forze al controllo delle strade, a risentirne sono anche le altre attività: dai servizi davanti alle scuole ai controlli sul territorio, dagli interventi per le emergenze alla presenza nelle diverse zone della città.
È l’effetto di un organico numericamente non adeguato alle esigenze di una città che, in questa fase, deve fare i conti anche con una situazione straordinaria sul fronte della circolazione stradale.
Gli agenti sono chiamati a garantire più servizi contemporaneamente, ma con risorse umane che non consentono di coprire ogni necessità.
La situazione di questi giorni rende quindi ancora più evidente una questione che riguarda il futuro stesso dell'organizzazione della Polizia municipale di Sciacca: senza un rafforzamento dell'organico, ogni emergenza rischia di trasformarsi in un effetto domino, costringendo l'amministrazione a scegliere quale servizio garantire e quale, invece, lasciare necessariamente scoperto.
E così, mentre tre pattuglie per turno presidiano le arterie più delicate della viabilità alternativa alla statale 115, il resto dei servizi deve fare i conti con una coperta sempre più corta.
Una condizione che non può diventare la normalità.