Sciopero dei dipendenti comunali oggi a Menfi, dove una parte del personale ha aderito alla mobilitazione promossa dalla FP Cgil per chiedere risposte sull’aumento dell’orario di lavoro dei lavoratori con contratto part-time.
Secondo i dati diffusi dall’Amministrazione comunale, hanno incrociato le braccia sette dipendenti su 63 complessivamente in servizio.
Per il sindaco Vito Clemente, il numero delle adesioni dimostrerebbe che la maggioranza dei lavoratori e le altre sigle sindacali non hanno condiviso le ragioni della protesta.
La Cgil, però, contesta questa lettura e sostiene che il confronto debba essere effettuato considerando i 32 dipendenti part-time direttamente interessati dalla vertenza, e non l’intero organico comunale.
Lo sciopero era stato proclamato dopo il mancato accordo raggiunto durante il tentativo di raffreddamento tenuto in Prefettura del 6 luglio scorso.
Il sindacato aveva accusato l’Amministrazione di non avere fornito tempi certi sull’approvazione del Bilancio stabilmente riequilibrato e di avere rinviato l’eventuale incremento delle ore di lavoro.
La FP Cgil aveva inoltre evidenziato le difficoltà degli uffici comunali, in particolare dei servizi demografici e tecnici, denunciando carichi di lavoro sempre più pesanti e una dotazione di personale ritenuta insufficiente.
Il sindacato aveva chiesto di utilizzare prioritariamente le risorse liberate dai pensionamenti per aumentare stabilmente le ore dei dipendenti già in servizio.
Dopo la protesta è arrivata la replica del sindaco Clemente, che ha respinto le dichiarazioni diffuse dalla Cgil, definendole non corrispondenti a quanto emerso durante il confronto istituzionale.
Il primo cittadino ha richiamato il verbale della riunione in Prefettura, affermando di avere comunicato che il Bilancio stabilmente riequilibrato è stato predisposto e che gli uffici stanno completando gli allegati necessari.
Clemente ha inoltre negato di avere escluso l’incremento dell’orario dei lavoratori part-time. L’eventuale aumento delle ore, ha precisato, potrà essere preso in considerazione dopo l’approvazione del documento finanziario e sarà indirizzato innanzitutto verso i settori nei quali verranno rilevate le maggiori esigenze organizzative.
Il sindaco ha anche sottolineato la necessità di inserire nell’organico comunale alcune figure professionali qualificate e in possesso di laurea, attualmente assenti, considerate indispensabili per assicurare il regolare funzionamento dell’Ente.
Nel corso dell’incontro in Prefettura, il delegato del prefetto avrebbe proposto di avviare il lavoro preliminare necessario a individuare gli uffici nei quali procedere con l’integrazione oraria, favorendo il confronto tra Amministrazione e organizzazioni sindacali.
Clemente ha ricordato anche la propria partecipazione all’assemblea convocata dal Csa il 10 luglio scorso, durante la quale avrebbe fornito chiarimenti sulle richieste del personale.
Il sindaco ha infine ribadito che, essendo il Comune in dissesto finanziario, nuove assunzioni, progressioni verticali e trasformazioni definitive dei contratti da part-time a tempo pieno sono sottoposte ai vincoli previsti per gli enti in difficoltà economica.
Per il primo cittadino, quindi, lo sciopero non sarebbe giustificato dai contenuti del verbale della Prefettura.
«I verbali restano, le polemiche passano. Ognuno tragga le proprie conclusioni», ha concluso Clemente.