Combattimenti clandestini tra pitbull e scommesse: sei persone indagate a Gela · Risoluto
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Combattimenti clandestini tra pitbull e scommesse: sei persone indagate a Gela

Di Giovanna Venezia
Pitbull con ferite sequestrato dalla polizia in un'operazione contro i combattimenti clandestini a Gela

Un sistema organizzato attorno a combattimenti clandestini tra cani, allenamenti estremi e puntate di denaro è stato scoperto a Gela al termine di un’indagine condotta dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri.

L’inchiesta, denominata “L’inferno dei pitbull”, ha portato al sequestro di 13 animali e all’iscrizione di sei persone nel registro degli indagati.


Il procedimento è coordinato dalla Procura della Repubblica di Gela e le misure sono state disposte dal Gip del Tribunale.

A far emergere il presunto circuito illegale è stata un’indagine nata da un episodio apparentemente estraneo: la ricerca di un cane di piccola taglia che si era allontanato dalla propria abitazione.


Nel corso degli accertamenti, gli investigatori hanno effettuato un controllo nell’abitazione di una persona ritenuta sospetta.

Qui avrebbero trovato un pitbull con numerose lesioni sul corpo e sul muso. Quelle ferite hanno spinto gli investigatori ad approfondire la situazione, facendo emergere l’ipotesi di combattimenti organizzati.


L’attività investigativa si è progressivamente allargata, con il coinvolgimento dei veterinari e di diversi reparti specializzati dei Carabinieri, tra cui la Soarda di Roma, il reparto Cites di Palermo e il Centro Anticrimine Natura di Agrigento.


Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il fenomeno non sarebbe rimasto confinato a Gela.

I contatti e gli spostamenti avrebbero interessato anche Palermo, Palma di Montechiaro, Agrigento e alcune località della Campania.


Alla base degli incontri vi sarebbe stata una vera organizzazione delle sfide. Prima dei combattimenti sarebbero stati concordati il peso degli animali, l’entità delle somme da giocare e il luogo nel quale disputare l’incontro. In alcuni casi, per evitare di giocare in territorio locale, le sfide sarebbero state trasferite in altre province.


Un ruolo importante nell’inchiesta è stato svolto dall’esame dei telefoni cellulari.

Messaggi, conversazioni e filmati avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire diversi episodi e di documentare la circolazione delle immagini degli scontri anche attraverso i social e i canali utilizzati per le scommesse.


I video acquisiti dagli investigatori mostrerebbero animali sottoposti a combattimenti particolarmente violenti, alcuni dei quali riportavano ferite tali da impedirne i movimenti.

Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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