Sciacca fuori dalla corsa a Capitale italiana del Libro, l’opposizione chiede conto dei 36.600 euro spesi · Risoluto
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Sciacca fuori dalla corsa a Capitale italiana del Libro, l’opposizione chiede conto dei 36.600 euro spesi

Di Giovanna Venezia
Sciacca esclusa da Capitale italiana del Libro 2027: polemiche sui 36.600 euro spesi

La mancata inclusione di Sciacca tra le città finaliste per il titolo di “Capitale italiana del Libro 2027” apre un nuovo fronte di confronto politico.

I consiglieri comunali di opposizione hanno presentato un’interrogazione rivolta al sindaco e agli assessori alla Cultura e al Turismo, chiedendo chiarimenti sull’intero percorso seguito dall’amministrazione e, soprattutto, sull’utilizzo delle risorse pubbliche destinate alla candidatura.

Al centro della contestazione c’è l’affidamento a Mediterranea Arte S.r.l. del servizio per la costruzione del dossier, per un importo di 30 mila euro oltre IVA, pari complessivamente a 36.600 euro.

Una spesa che, secondo i firmatari dell’interrogazione, merita di essere valutata alla luce dell’esito della procedura: Sciacca non è infatti riuscita a entrare nel gruppo delle sette città ammesse alla fase conclusiva.

I consiglieri sostengono inoltre di aver riscontrato una situazione differente in altre realtà siciliane che hanno raggiunto la fase finale, citando in particolare Monreale, Avola e Belpasso.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, tali amministrazioni avrebbero costruito le rispettive candidature attraverso il coinvolgimento di soggetti non profit e senza ricorrere a incarichi onerosi analoghi a quello affidato da Sciacca.

Da qui la richiesta di conoscere nel dettaglio non soltanto quanto sia stato effettivamente pagato per la candidatura, ma anche l'eventuale presenza di ulteriori costi sostenuti dal Comune durante il percorso.

L’opposizione chiede poi di ricostruire le modalità attraverso le quali Mediterranea Arte S.r.l. è stata individuata, richiamando anche il precedente atto di indirizzo politico del sindaco.

I consiglieri precisano di non formulare accuse di illegittimità, ma ritengono necessario che una scelta accompagnata da un investimento economico significativo venga oggi sottoposta a una verifica pubblica, soprattutto dopo il mancato accesso alla finale.

Un altro capitolo riguarda il coinvolgimento delle realtà presenti sul territorio.

Sciacca può contare su associazioni culturali, enti e organizzazioni che da anni operano nel campo della promozione culturale, della tutela del patrimonio e della valorizzazione dell'identità cittadina.

L’interrogazione domanda quindi quale spazio abbiano avuto queste realtà nella preparazione della candidatura e se abbiano instaurato rapporti formalizzati o collaborazioni con la società incaricata.

Per i consiglieri, la questione non riguarda soltanto la scelta di investire nella cultura, sulla quale dichiarano di non avere obiezioni, ma il rapporto tra risorse impiegate, modalità di progettazione e risultato raggiunto.

L’interrogazione punta anche a capire se il Comune abbia ricevuto dalla Commissione esaminatrice o dal Ministero indicazioni, valutazioni o motivazioni riguardanti l’esclusione di Sciacca dalle sette finaliste.

Qualora tali elementi siano disponibili, l’opposizione ne chiede la pubblicazione.

Tra le richieste figura inoltre la divulgazione del dossier presentato per la candidatura, insieme alla documentazione amministrativa e alla rendicontazione delle spese sostenute. L’obiettivo dichiarato è consentire alla città di conoscere il progetto elaborato, le collaborazioni attivate, gli obiettivi individuati e l’effettivo impiego delle somme stanziate.

Non manca una forte critica politica all’amministrazione guidata dal sindaco e, in particolare, a Mizzica.

I consiglieri dell’opposizione accusano il movimento di essersi allontanato dai principi di partecipazione, trasparenza e coinvolgimento della comunità che ne avevano caratterizzato la proposta politica.

La vicenda della candidatura a Capitale italiana del Libro diventa così, nelle parole dell’opposizione, un’occasione per mettere sotto esame il metodo amministrativo adottato dal Comune: non soltanto quanto è stato speso, ma anche quali competenze siano state utilizzate, quali risultati siano stati conseguiti e quali insegnamenti l’amministrazione intenda trarre dall’esclusione


Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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