Sparatoria tra due fazioni del clan, tre minori feriti e tre arresti a Catania · Risoluto
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Sparatoria tra due fazioni del clan, tre minori feriti e tre arresti a Catania

Di Giovanna Venezia
Sparatoria tra clan a Catania, tre minori feriti - polizia sul luogo del crimine

Una violenta sparatoria si è verificata nella serata dell’11 giugno in piazza Beppe Montana, nel quartiere San Giovanni Galermo, a Catania.

L’allarme è scattato intorno alle 23:49, quando una segnalazione giunta alla sala operativa della questura riferiva dell’esplosione di diversi colpi di arma da fuoco.


All’arrivo degli agenti della polizia di Stato, sul posto non erano più presenti i soggetti coinvolti.

Gli operatori hanno però recuperato numerosi bossoli nei pressi di un chiosco e una pistola vicino a un campetto di calcio. Poco dopo, dall’ospedale Policlinico è giunta la notizia dell’arrivo di tre minori feriti da colpi d’arma da fuoco in diverse parti del corpo, uno dei quali in condizioni più gravi. Durante il sopralluogo sono stati inoltre rinvenuti alcuni scooter, uno dei quali presentava un foro compatibile con l’impatto di un proiettile.


Negli stessi momenti, una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Gravina di Catania ha intercettato in via San Paolo tre scooter con a bordo sei persone, tutte travisate con passamontagna e con targhe occultate.

Durante l’inseguimento di uno dei mezzi, il passeggero, caduto dal motociclo, si è disfatto di una pistola calibro 9x21 con colpo in canna, risultata provento di un furto in abitazione.

L’uomo indossava inoltre una protezione balistica artigianale composta da libri, coperte e nastro isolante.


Le indagini della squadra mobile, supportate dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire quella che gli investigatori ritengono essere la dinamica dei fatti.

Pare che un commando armato composto da sei persone a bordo di tre scooter sarebbe giunto in piazza aprendo il fuoco verso i giovani presenti nell’area adiacente al chiosco bar.

Due ragazzi presenti sul posto, avvertiti dell’arrivo degli scooter da un altro giovane proveniente dai giardini pubblici, avrebbero impugnato delle pistole preparandosi allo scontro.


Uno dei due avrebbe sparato mentre arretrava verso il parco, venendo però colpito dagli assalitori.

L’altro si sarebbe riparato dietro il chiosco per poi fare fuoco contro i rivali dopo il loro passaggio.

Il primo giovane, rimasto ferito insieme ad altri due, avrebbe infine abbandonato una pistola semiautomatica poi recuperata dagli investigatori all’interno del parco.


Grazie al coordinamento tra squadra mobile e carabinieri, è stato arrestato nell’immediatezza l’uomo che si era disfatto dell’arma durante la fuga.

L’indagato, che avrebbe anche violato la misura degli arresti domiciliari, è ritenuto gravemente indiziato di tentato omicidio premeditato in concorso, detenzione e porto d’armi, ricettazione ed evasione, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare il clan mafioso Cappello-Bonaccorsi.


Nella stessa notte gli investigatori hanno identificato e arrestato anche il minore che avrebbe sparato contro gli occupanti degli scooter prima di essere ferito.

Dopo le dimissioni dall’ospedale, il giovane è stato accompagnato al Centro di prima accoglienza e, dopo la convalida dell’arresto e la richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura per i Minorenni, trasferito all’Istituto penale per i minorenni di Catania Bicocca.


Le successive attività investigative hanno consentito di identificare anche il secondo soggetto che avrebbe esploso colpi d’arma da fuoco dopo essersi nascosto dietro il chiosco.

Nei suoi confronti la Procura Distrettuale ha emesso un provvedimento di fermo per tentato omicidio e porto abusivo di armi e munizioni, aggravati dall’aver agito per agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi.Dopo essersi reso irreperibile, l’uomo è stato rintracciato dalla squadra mobile il 17 giugno a San Giovanni Galermo e condotto nel carcere di Catania Bicocca.


Secondo gli elementi investigativi finora raccolti, e nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, all’origine del conflitto a fuoco vi sarebbe una fibrillazione interna tra due diverse componenti del clan Cappello-Bonaccorsi per motivi ancora da chiarire.

GV

Giovanna Venezia

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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