Un nuovo episodio ha riacceso l'attenzione sulla sicurezza del carcere di Enna, dove si sarebbe verificato un altro tentativo di evasione a distanza di pochi giorni dal precedente.
A renderlo noto è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria che attribuisce il mancato successo della fuga al tempestivo intervento degli agenti in servizio.
Secondo quanto riferito dal sindacato, alcuni detenuti riuscirebbero dai cortili destinati alla permanenza all'aperto a oltrepassare il muro di recinzione interno, raggiungendo un'area intermedia nella quale verrebbero recuperati pacchi e altri materiali lanciati dall'esterno della struttura.
Nel corso dell'ultimo episodio, uno dei reclusi avrebbe cercato di superare la barriera ma, durante il tentativo, sarebbe precipitato riportando la frattura di una gamba. L'immediato intervento della polizia penitenziaria avrebbe evitato ulteriori sviluppi.
Il Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria, torna a denunciare le difficoltà operative all'interno dell'istituto.
Il segretario generale Donato Capece e il segretario regionale della Sicilia Calogero Navarra evidenziano come il personale continui a operare con organici insufficienti, turni particolarmente gravosi e condizioni di lavoro sempre più complesse.
I rappresentanti sindacali puntano inoltre l'attenzione sul mancato avvio degli interventi di messa in sicurezza che, secondo il Sappe, sarebbero già stati finanziati. Per questo chiedono al provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria della Sicilia, Maurizio Veneziano, di fare chiarezza sui ritardi e di indicare quali iniziative intenda adottare per rafforzare la sicurezza dell'istituto.
Per il sindacato non è più rinviabile un piano di interventi strutturali accompagnato dal potenziamento dell'organico della polizia penitenziaria, ritenendo che la sicurezza delle carceri non possa continuare a dipendere esclusivamente dall'impegno e dal sacrificio del personale in servizio".