Ciminna, l’ultimo saluto a Salvatore Giglia. Lorefice: «Il fuoco che lo ha ucciso porta il segno di un gesto criminale» · Risoluto
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Ciminna, l’ultimo saluto a Salvatore Giglia. Lorefice: «Il fuoco che lo ha ucciso porta il segno di un gesto criminale»

Di Giovanna Venezia
Funerale di Salvatore Giglia a Ciminna, chiesa gremita e arcivescovo Lorefice

Una chiesa gremita ha accolto oggi pomeriggio a Ciminna l’ultimo saluto a Salvatore Giglia, il giovane morto a causa delle gravissime ustioni riportate mentre cercava di fronteggiare l’incendio scoppiato tre giorni fa nelle campagne alle porte del paese.

A stringersi attorno alla famiglia sono stati parenti, amici, cittadini e rappresentanti delle istituzioni.

Alla celebrazione, nella parrocchia Santa Maria Maddalena, erano presenti anche il sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone, e numerosi primi cittadini dei comuni della provincia di Palermo.

Durante l’omelia, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha ricordato il gesto compiuto da Salvatore, sottolineando il valore umano della sua scelta di intervenire per proteggere un luogo particolarmente importante per la sua famiglia.

Secondo il racconto dell’arcivescovo, il giovane si sarebbe trovato davanti alle fiamme nel tentativo di difendere la casa di campagna, un ambiente legato ai suoi affetti e alla sua storia familiare. Un’azione dettata dalla generosità e dal desiderio di proteggere ciò che amava, ma che gli è costata la vita.

Lorefice ha quindi invitato la comunità a non fermarsi soltanto al dolore per una morte così drammatica, ma anche a interrogarsi sulle cause dell’incendio.

Il rogo, ha sottolineato, non dovrebbe essere considerato semplicemente una disgrazia, soprattutto alla luce degli elementi che fanno ipotizzare l’origine dolosa delle fiamme.

Parole dure quelle pronunciate dall’arcivescovo nei confronti di chi distrugge il territorio attraverso incendi provocati volontariamente o attraverso comportamenti irresponsabili. Appiccare un incendio, ha evidenziato, significa mettere a rischio non soltanto l’ambiente e i beni materiali, ma anche la vita delle persone.

Il pensiero è andato dunque a Salvatore e al significato del suo sacrificio, ma anche alla ferita lasciata nella comunità da un incendio che, oltre ad aver devastato il territorio, ha provocato una perdita umana.

La celebrazione si è trasformata così in un momento di dolore collettivo, ma anche in un forte richiamo alla responsabilità. La morte di Salvatore Giglia riporta infatti in primo piano il problema degli incendi che ogni estate colpiscono il territorio siciliano e la necessità di contrastare con maggiore determinazione chi, con azioni criminali o irresponsabili, mette in pericolo l’ambiente e la vita delle persone


Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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