Dopo l’attentato terroristico avvenuto a Berlino, i rappresentanti della Gay street di Palermo hanno rivolto un appello all’amministrazione comunale chiedendo maggiori misure di tutela nell’area frequentata dalla comunità Lgbtq+ e da numerosi turisti.
In una nota, l’organizzazione propone di impedire l’ingresso nella strada alle persone che indossano il burka, sostenendo che la completa copertura del volto possa rappresentare un problema per la sicurezza.
Secondo i promotori, la protezione dei cittadini dovrebbe avere la priorità rispetto alle esigenze legate alle pratiche religiose.
Il comunicato richiama inoltre i rischi ai quali sarebbe esposta la comunità Lgbtq+, facendo riferimento sia agli attacchi compiuti da gruppi di estrema destra sia alla minaccia del terrorismo di matrice islamista.
Da qui la richiesta al Comune di rafforzare i controlli e garantire una maggiore vigilanza nella Gay street e nelle zone limitrofe.
Nella nota viene ricordato anche quanto accaduto dopo l’inaugurazione della strada, quando alcuni giovani del quartiere avevano danneggiato le bandiere arcobaleno e rivolto insulti ai frequentatori dei locali.
Attraverso il confronto, però, il rapporto sarebbe progressivamente cambiato: gli stessi ragazzi avrebbero poi chiesto una bandiera rainbow per partecipare al Palermo Pride.
Secondo i responsabili della Gay street, il dialogo avrebbe permesso di superare le tensioni con i giovani del luogo, mentre sarebbe più difficile confrontarsi con chi aderisce a forme di estremismo religioso.
Per questo motivo viene sollecitato un intervento delle istituzioni locali in un’area considerata particolarmente sensibile.