Morte di Simona Cinà, i legali si oppongono all’archiviazione · Risoluto
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Morte di Simona Cinà, i legali si oppongono all’archiviazione

Di Cristian Ruvanzeri
Morte di Simona Cinà, i legali si oppongono all’archiviazione

Lo studio legale Ingroia ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Termini Imerese nell’inchiesta sulla morte di Simona Cinà, la giovane pallavolista trovata senza vita in una piscina di Bagheria, nella notte tra l’1 e il 2 agosto 2025, durante una festa di laurea.


I familiari della ragazza hanno sempre contestato la ricostruzione secondo cui Simona sarebbe morta annegata. A sostegno dell’opposizione, i legali richiamano, tra gli altri elementi, l’assoluta mancanza di ferite e il tasso alcolemico elevato riscontrato nella giovane.


Per illustrare “gli aspetti di fondamentale importanza in merito alla ricostruzione della verità sul caso”, lo Studio Ingroia ha convocato una conferenza stampa per domani, alle 16, nella sede di via Marchese di Villabianca 209. Saranno presenti gli avvocati Antonio Ingroia e Paolo Ingroia, membri del collegio difensivo, e i familiari di Simona Cinà.


I familiari “vogliono manifestare tutta la loro amarezza per il mancato accertamento della verità sulla morte della figlia a più di un anno da una tragedia che poteva essere evitata e che non intendono rassegnarsi ad una fredda ed assurda archiviazione del caso senza l’individuazione di alcuna responsabilità”.


La Procura di Termini Imerese ritiene invece che la tesi dell’omicidio non reggerebbe anche perché sarebbe stato impossibile, per gli oltre 30 presenti alla festa, non accorgersi di una colluttazione. Secondo i magistrati, il decesso sarebbe stato provocato da un incidente.


Cristian Ruvanzeri

Cristian Ruvanzeri

Giornalista

Giornalista pubblicista. Ha iniziato a collaborare con la redazione di Risoluto nel 2022, a soli 18 anni. Si occupa principalmente di cronaca e spettacolo.

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