Armi e droga, due giovani arrestati a Petrosino · Risoluto
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Armi e droga, due giovani finiscono in carcere a Petrosino

Di Veronica Gallo
Carabinieri

Nuovo sviluppo nell’indagine sull’organizzazione criminale operante nel territorio di Petrosino. I carabinieri del Comando provinciale di Trapani hanno eseguito nelle prime ore di oggi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti di Marsala, uno dei quali già detenuto.


Gli arresti a Petrosino sono stati disposti dal Gip di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del capoluogo siciliano. I due destinatari del provvedimento erano minorenni all’epoca dei fatti contestati.


A vario titolo dovranno rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di armi da fuoco, anche con matricola abrasa e con la contestazione della finalità di agevolare l’associazione mafiosa, e partecipazione all’associazione armata attiva a Petrosino e dedita allo spaccio.


Arresti a Petrosino, il collegamento con l’operazione di luglio


Il provvedimento eseguito oggi si inserisce nella stessa attività investigativa che lo scorso 23 luglio aveva portato all’esecuzione di nove decreti di perquisizione emessi dalla Procura per i Minorenni.


In quella circostanza erano state arrestate 12 persone, mentre ad altri 16 indagati era stato notificato l’invito a rendere interrogatorio.


L’inchiesta nasce da un’attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo tra dicembre 2022 e febbraio 2024. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione mafiosa di cosa nostra operante a Petrosino avrebbe esercitato il controllo sul territorio attraverso l’intimidazione, traendo sostentamento economico anche dalle attività criminali.


Gli arresti a Petrosino eseguiti oggi riguardano due persone che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state inserite nella struttura criminale.


Cocaina, crack e armi tra le contestazioni


Ai due arrestati viene contestata, anche in concorso con altri indagati, la detenzione ai fini di spaccio di oltre 1,3 chilogrammi di cocaina e 130 grammi di crack, oltre ad altri quantitativi delle stesse sostanze non precisamente individuati.


Secondo le contestazioni, avrebbero inoltre partecipato all’associazione armata con il ruolo di pusher. In particolare, avrebbero mantenuto contatti con il promotore del gruppo, dal quale avrebbero ricevuto la droga destinata alla vendita e al quale sarebbero stati consegnati quotidianamente i proventi dell’attività svolta nella piazza di spaccio.


Un ulteriore aspetto dell’indagine riguarda le armi. Ai due viene infatti contestata la detenzione illegale e il porto in luogo pubblico di almeno due armi comuni da sparo e di un fucile monocanna calibro 24 con matricola abrasa.


L’indagine sugli arresti a Petrosino


Il nuovo provvedimento cautelare rappresenta dunque un ulteriore passaggio dell’attività investigativa avviata nel dicembre 2022 e proseguita fino al febbraio 2024, dalla quale sono scaturiti anche gli interventi eseguiti nel luglio scorso.

Per gli arresti a Petrosino, così come per le altre persone coinvolte nell’inchiesta, le responsabilità penali potranno essere considerate definitivamente accertate soltanto con una sentenza passata in giudicato.

Veronica Gallo

Veronica Gallo

Content Editor

Digital Marketing Expert e Content Editor. Il suo lavoro si divide tra la creazione di strategie digitali orientate ai risultati e la scrittura di contenuti editoriali. Crede nel valore dell’informazione chiara, strategica e ben raccontata.

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