La terra torna a tremare nell’Isola. Tre terremoti in Sicilia sono stati rilevati nel giro di poche ore tra le isole Pelagie, il Messinese e la provincia di Enna.
L’evento più intenso ha raggiunto una magnitudo di 4.1 ed è stato percepito dalla popolazione di Lampedusa e Linosa.
La scossa è avvenuta alle 20:21 di martedì 18 agosto, con epicentro localizzato nel Mediterraneo, nel tratto di mare compreso tra la Tunisia e Lampedusa.
La distanza relativamente ridotta dalle Pelagie ha permesso agli abitanti delle due isole di avvertire il movimento tellurico.
Non sono stati riscontrati danni né conseguenze per le persone.
Le autorità e la Protezione civile hanno comunque seguito l’evoluzione della situazione, effettuando i controlli previsti dopo eventi di questa intensità.
Tra i tre terremoti in Sicilia figura anche quello registrato nel territorio di Oliveri, in provincia di Messina. Il sisma, di magnitudo 3.7, ha avuto origine a circa un chilometro a nord-ovest del centro abitato e a una profondità di 9 chilometri.
Il movimento è stato sentito chiaramente nei comuni della zona, generando apprensione tra i residenti.
Anche nel Messinese, tuttavia, le verifiche condotte non hanno evidenziato feriti o danni agli edifici.
Il primo degli eventi sismici era stato rilevato alle 2:13 del 18 agosto nell’Ennese.
In questo caso la magnitudo si è fermata a 2.2, con epicentro individuato a circa 10 chilometri a nord-est di Pietraperzia.
La scossa ha avuto origine a 67 chilometri di profondità. La bassa magnitudo e l’ipocentro particolarmente profondo hanno ridotto in maniera significativa la possibilità che il terremoto venisse avvertito in superficie.
I tre terremoti in Sicilia non hanno dunque provocato conseguenze, ma gli eventi registrati nel Mediterraneo e nelle province di Messina ed Enna hanno richiamato l’attenzione della popolazione.