Dal 3 agosto 2026 il settore edile italiano si trova ad affrontare una svolta normativa rilevante. Il recepimento della direttiva europea RED III introduce obblighi precisi per l'integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, con l'obiettivo di ridurre consumi, emissioni e dipendenza dai combustibili fossili. Le nuove regole valgono per le nuove costruzioni, per le ristrutturazioni importanti e per alcuni interventi sugli impianti termici. Nessun progetto potrà più prescindere dalla valutazione della produzione energetica in loco.
Quote minime al 60 per cento per le nuove abitazioni
I requisiti più stringenti riguardano gli edifici di nuova costruzione. Il progetto dovrà garantire che almeno il 60 per cento dell'energia necessaria alla produzione di acqua calda sanitaria provenga da fonti rinnovabili. Inoltre, il 60 per cento dei consumi complessivi termici ed elettrici dell'edificio dovrà essere coperto da sistemi alimentati da fonti pulite. Per gli edifici pubblici la quota sale al 65 per cento per la sola acqua calda sanitaria. In pratica, una casa nuova non potrà più essere progettata immaginando un acquisto totale di energia dalla rete. Dovrà integrare impianti in grado di produrre energia pulita direttamente sul posto.
Ristrutturazioni di primo livello con obbligo al 40 per cento
Le ristrutturazioni importanti di primo livello, cioè quelle che interessano oltre il 50 per cento della superficie disperdente lorda e comprendono il rifacimento dell'impianto termico, dovranno rispettare una quota minima del 40 per cento. Il calcolo riguarda i consumi previsti per acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento. Si tratta di interventi che trasformano profondamente l'edificio, come un cappotto termico completo con sostituzione della caldaia. In questi casi la progettazione energetica diventa un passaggio obbligatorio per ottenere il titolo abilitativo.
Ristrutturazioni di secondo livello al 15 per cento
Un obbligo più contenuto riguarda le ristrutturazioni di secondo livello. Questi interventi coinvolgono una quota della superficie disperdente lorda compresa tra il 25 e il 50 per cento. La percentuale minima di energia rinnovabile richiesta è pari al 15 per cento dei consumi per la climatizzazione invernale ed estiva. In questa ipotesi non viene considerata la produzione di acqua calda sanitaria. La differenza rispetto al primo livello è netta e va valutata con attenzione dal tecnico incaricato.
Anche la sostituzione della caldaia può far scattare l'obbligo
Una delle novità più discusse riguarda gli impianti termici. Dal 3 agosto anche il semplice cambio della caldaia potrebbe richiedere l'integrazione di fonti rinnovabili. Il progetto per l'impianto termico dovrà verificare se ricorrono gli obblighi normativi e, in caso positivo, prevedere una quota minima generalmente pari al 15 per cento. Questo significa che chi sostituisce un generatore di calore dovrà almeno prendere in considerazione l'installazione di un sistema ibrido o di una pompa di calore.
Tecnologie ammesse e condizioni di deroga
La normativa non impone una tecnologia specifica. Si può scegliere tra fotovoltaico, pannelli solari termici, pompe di calore, geotermia e solare termico. La soluzione dipende dalle caratteristiche dell'immobile, dalla zona climatica e dalla convenienza tecnica ed economica. Esistono però delle deroghe. L'obbligo può essere escluso in caso di impossibilità tecnica, di vincoli paesaggistici o culturali che impediscono l'installazione, di costi eccessivamente gravosi, di presenza di teleriscaldamento o teleraffrescamento efficiente, di mancanza di spazio adeguato o per strutture temporanee destinate a essere rimosse entro due anni. La deroga non scatta automaticamente. Il tecnico deve dimostrare in modo circostanziato, nella relazione progettuale, che le soluzioni non sono concretamente realizzabili.
In conclusione, dal 3 agosto la componente energetica entra a pieno titolo nella progettazione edilizia. L'investimento iniziale per installare impianti rinnovabili può sembrare oneroso, ma garantisce nel tempo bollette più leggere, maggiore autonomia e un incremento del valore dell'immobile.