Pensioni 2027: età pensionabile sale a 67 anni e un mese | Novità · Risoluto
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Pensioni, dal 2027 età pensionabile sale a 67 anni e un mese: cosa cambia per i lavoratori

Di Giacomo Cascio
Grafico INPS mostra aumento età pensionabile da 67 anni a 67 anni e un mese dal 2027

Il sistema pensionistico italiano si prepara a un nuovo scatto in avanti. Dal primo gennaio 2027, l'età pensionabile ordinaria salirà a 67 anni e un mese, per poi arrivare a 67 anni e tre mesi dal 2028. È quanto emerge dalle proiezioni del Rendiconto Sociale Inps 2025, che fotografano un sistema in trasformazione strutturale, con meno pensionamenti e requisiti sempre più stringenti. Il numero di nuove pensioni liquidate è sceso a 834.658 nel 2025, contro le 861.949 del 2024 e le 878.369 del 2022. Il dato conferma una progressiva restrizione delle uscite anticipate, legata alla fine di misure temporanee come Quota 103 e Opzione donna, non rinnovate per il 2026.

Parallelamente, cresce il divario tra gli importi delle pensioni. La pensione media dei nuovi trattamenti si attesta intorno ai 1.300 euro lordi mensili, mentre quella complessiva per i già pensionati supera i 1.500 euro. Un gap che rischia di abbassare ulteriormente il tenore di vita di chi va in pensione nei prossimi anni.

Adeguamento alla speranza di vita: meccanismo automatico e correttivi del Governo

L'aumento dell'età pensionabile è direttamente collegato all'adeguamento automatico alla speranza di vita, previsto dalla normativa. Il meccanismo, bloccato negli ultimi anni, riparte dal 2027 con scatti biennali. Per la pensione anticipata ordinaria, gli uomini dovranno accumulare 42 anni e undici mesi di contributi nel 2027, salendo a 43 anni e un mese nel 2028. Per le donne, i requisiti salgono a 41 anni e undici mesi nel 2027 e a 42 anni e un mese l'anno successivo. Inoltre, è prevista una finestra mobile trimestrale tra maturazione dei requisiti e decorrenza dell'assegno, che di fatto allunga i tempi di accesso alla pensione.

Il Governo sta valutando correttivi per attenuare l'impatto. Tra le ipotesi, il congelamento dell'adeguamento per i lavori gravosi, la riduzione dello scatto da tre a un mese, o l'introduzione di una nuova quota flessibile simile a Quota 41, con penalizzazioni sull'importo dell'assegno. Potrebbero essere rafforzati anche gli strumenti aziendali come l'isopensione e i contratti di espansione. Tuttavia, il dibattito politico resta aperto, in vista delle future scadenze elettorali.

Impatto sociale e prospettive per il 2027-2028

L'innalzamento dei requisiti rischia di colpire soprattutto le categorie più fragili: carriere discontinue, donne e lavoratori usuranti. Il calo delle pensioni anticipate potrebbe generare tensioni nel mercato del lavoro, con molti lavoratori costretti a rimanere in servizio più a lungo in condizioni fisiche difficili. La sostenibilità finanziaria del sistema, però, rimane un punto fermo per il Governo, che punta a contenere la spesa previdenziale in un contesto di invecchiamento della popolazione e calo demografico. I correttivi, se approvati, mireranno a bilanciare queste esigenze con la tutela sociale.

In conclusione, lo scenario previdenziale italiano è avviato a una trasformazione inevitabile. L'adeguamento alla speranza di vita e il contenimento della spesa appaiono punti fermi, ma il percorso verso il 2027 sarà segnato da possibili aggiustamenti per evitare un irrigidimento eccessivo del sistema.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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