L'astensione indetta dalle Camere Penali Italiane andrà avanti fino a a martedì 29 settembre. Nei tribunali si tengono solo le udienze con imputati detenuti. La protesta dopo il caso delle intercettazioni dei colloqui tra difensori e detenuti nel carcere di Perugia.
Secondo quanto denunciato dall’Unione delle Camere penali, le registrazioni sarebbero andate avanti per circa sei mesi e avrebbero riguardato i colloqui di almeno 15 avvocati diversi dal difensore indicato nel provvedimento autorizzativo.
I penalisti contestano soprattutto la mancanza di risposte sugli accertamenti annunciati dal ministero della Giustizia dopo l'incontro del 4 giugno con una delegazione nazionale dei legali.
Per gli avvocati «intercettare le conversazioni tra avvocato e assistito significa vanificare la premessa ineludibile, protetta dal segreto professionale, per il libero esercizio dell’attività difensiva. In forza della tutela della sicurezza non possono essere indeboliti i limiti costituzionali a danno del cittadino; sono iniziative che non limitano la commissione del reato -al riguardo occorrerebbe la prevenzione- ma limitano la difesa del cittadino all’arbitrio dello Stato».
Gli avvocati sono passati in pochi mesi dal Sì al referendum sulla giustizia all'astensione. «La nostra protesta - dice l'avvocato Aldo Rossi, presidente della Camera Penale di Sciacca - non ha colore politico. Portiamo avanti la logica delle idee, la convinzione delle idee. Il nostro è un sistema partitico e siamo un soggetto politico che interloquisce con la politica per le riforme tecniche. E questo a prescindere dal colore politico del governo come abbiamo sostenuto pochi mesi fa con il referendum».