Cocina: forte riscaldamento Mediterraneo, allagamenti a Sciacca · Risoluto
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Cocina: "Forti precipitazioni e allagamenti anche a Sciacca per il forte riscaldamento del Mediterraneo"

Di Giuseppe Pantano
Allagamento a Sciacca per forti precipitazioni causate dal riscaldamento del Mediterraneo
Schifani e Cocina

"Le prime forti piogge confermano che il clima non fa più sconti: le forti precipitazioni che hanno provocato allagamenti, disagi e danni a Gela, Agrigento, Licata, Naro, Favara, Sciacca e in altri comuni siciliani. La mia vicinanza va ai cittadini colpiti e il mio ringraziamento a quanti sono intervenuti per fronteggiare le criticità. Purtroppo si è verificato quanto avevo paventato già alla fine di agosto: il forte riscaldamento del Mediterraneo, con l’arrivo delle prime perturbazioni e delle prime correnti più fredde, aumenta sensibilmente la possibilità di temporali violenti, improvvisi e localizzati, capaci di scaricare grandi quantità d’acqua in pochissimo tempo". E quanto scrive direttore generale della Protezione civile della Regione Siciliana.


"Questi fenomeni - aggiunge Cocina - producono danni ancora maggiori nei territori nei quali le reti di smaltimento delle acque meteoriche sono insufficienti, le caditoie e i tombini sono ostruiti o non adeguatamente puliti e, durante l’estate, si sono accumulati terra, vegetazione, detriti e rifiuti. Il clima non ci fa più sconti. Non possiamo limitarci a intervenire dopo l’emergenza: dobbiamo prepararci prima".


Alla luce di questa situazione Cocina raccomanda:


  1. pulizia di caditoie, tombini, canali e attraversamenti idraulici;
  2. rimozione di ostruzioni, detriti e rifiuti;
  3. controllo delle reti di smaltimento delle acque e dei punti critici;
  4. verifica di sottopassi, alvei, compluvi, scarpate e aree soggette ad allagamenti, colate di fango o caduta massi;
  5. chiusura preventiva delle zone nelle quali non può essere garantita la pubblica incolumità.


"Ma la manutenzione, da sola, non basta. Ogni Comune - aggiunge il direttore - deve mantenere pronta la propria struttura di protezione civile, aggiornare il Piano comunale e le procedure operative, individuare preventivamente le aree più esposte e stabilire chi deve fare cosa quando, ogni giorno alle 16, arriva l’avviso regionale di rischio idrogeologico.

Le misure di prevenzione devono essere valutate non soltanto in caso di allerta gialla, arancione o rossa, ma persino in condizioni di allerta verde quando l’avviso segnala rovesci o temporali e sta piovendo".


"Questi fenomeni - aggiunge Cocina - possono formarsi rapidamente e colpire con estrema intensità un’area molto ristretta: prevederne con precisione il punto e il momento resta particolarmente difficile. Le tragedie avvenute lo scorso anno a Leonforte e Favara ci ricordano quanto possa essere violenta una piena improvvisa di un torrente o di una strada trasformatasi in un fiume e quanto siano pericolosi i comportamenti imprudenti".


Poi Cocina ricorda che "durante un temporale intenso: non attraversare strade invase dall’acqua, torrenti o guadi; non entrare in sottopassi, cantine, garage e locali interrati;

non sostare lungo corsi d’acqua, scarpate e zone depresse; non recarsi sui lungomari durante forti mareggiate; seguire sempre gli avvisi e le indicazioni delle autorità".


"La previsione meteorologica è fondamentale - conclude - ma non può indicare sempre con esattezza dove colpirà una “bomba d’acqua”. La nostra arma più efficace rimane quindi la preparazione: prevenzione, organizzazione dell’emergenza e diffusione delle corrette norme di comportamento. Prepararsi prima significa proteggere il territorio e, soprattutto, salvare vite umane".


Giuseppe Pantano

Giuseppe Pantano

Giornalista professionista

Ha iniziato l’attività nel 1980. Tra i fondatori di Risoluto.it, si occupa in particolare di cronaca giudiziaria.

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