Rientrano in queste ore dopo un’esperienza meravigliosa vissuta a Lampedusa tanti volontari, componenti di gruppi religiosi, e anche molti sacerdoti agrigentini che hanno assistito alla celebrazione di Papa Leone al campo sportivo di Lampedusa.
Giusi Bono, di Sciacca, componente dell’Ufficio catechistico diocesano guidato da don Enzo Sazio e componente del Consiglio pastorale diocesano di Agrigento, esalta «il concetto di accoglienza, inclusione, quel mare senza lapidi che dovrà esserci. Ognuno di noi può occuparsi di chi ci sta accanto, chi è in difficoltà». Nella foto, Giusi Bono con il marito, Mimmo Macaluso, e monsignor Diego Ravelli, cerimoniere del Papa.
Padre Saverio Catanzaro, novantenne, menfitano, sottolinea «il messaggio del Papa che ci vuole un unico popolo, senza differenze di colore e di religione. L’accoglienza si fa ricevendo tutti e io il 27 luglio andrò ancora una volta in Tanzania con una marcia in più che mi è arrivata dalle parole del Papa. Potenzieremo un piccolo ospedale che abbiamo già realizzato».

Don Michele Termine, saccense, arciprete di Santa Margherita Belice, esalta «l’emozione interiore ricevuta con le parole sui migranti. Sono parole che ci danno una spinta maggiore nel nostro esercizio pastorale che è quella della speranza di Cristo che ci chiede di andare avanti. Anche quando dovremo sostenere gente che ha subito lutti, le tempeste della vita, potremo descrivere meglio l’amore di Dio di cui ci ha parlato il Papa».
Felice don Giuseppe Marciante, 76 anni, di Caltabellotta, fino al 2025 arciprete di Sciacca. Ha raggiunto Lampedusa in nave in compagnia delle due sorelle.

«Aiuto i sacerdoti che me lo chiedono – dice padre Marciante -. Aiutare gli altri si può fare in ogni modo e anche questo ci insegna il Papa. Quando lo ascoltavo pensavo alla gente che soffre che adesso voglio sostenere ancora di più perché il suo è stato anche un messaggio di speranza».
A Lampedusa anche don Luca Restivo, parroco della chiesa del Carmine di Sciacca, con il vice parroco, don Salvatore Piazza, che negli anni passati ha svolto servizio a Lampedusa. Sull’isola anche don Giuseppe Argento, arciprete di Ribera, don Lillo Di Salvo, che molti anni ha guidato la parrocchia di San Michele, a Sciacca. E poi un altro saccense, don Giuseppe Maniscalco, e anche don Marco Scirica che è stato vice parroco della chiesa Madre di Sciacca.