La Regione Siciliana introduce nuove misure per rafforzare le verifiche sulle aree interessate da incendi boschivi prima dell'autorizzazione di impianti alimentati da energie rinnovabili. L'obiettivo è rendere più rigorosi i procedimenti di valutazione ambientale e impedire possibili utilizzi impropri dei terreni colpiti dal fuoco.
La direttiva emanata dall'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, stabilisce che la Commissione tecnica specialistica potrà utilizzare, durante l'istruttoria dei progetti, le mappe e i dati georeferenziati messi a disposizione dal Corpo forestale della Regione qualora i Catasti comunali delle aree percorse dal fuoco risultino assenti, incompleti o non aggiornati.
In questo modo sarà possibile disporre di un quadro più preciso per verificare la situazione reale dei terreni interessati.
Il provvedimento assegna inoltre al Corpo forestale il compito di effettuare una ricognizione sullo stato di aggiornamento dei Catasti comunali, sollecitando le amministrazioni locali a regolarizzare eventuali ritardi e offrendo, quando necessario, supporto tecnico per l'adempimento.
Secondo l'assessore Savarino, numerosi studi e approfondimenti hanno evidenziato come le superfici percorse dagli incendi possano essere esposte a tentativi di trasformazione del territorio con finalità speculative, anche attraverso la successiva realizzazione di impianti fotovoltaici.
Per questo motivo, spiega l'esponente del governo regionale, è necessario potenziare il coordinamento tra gli uffici competenti e garantire che ogni autorizzazione venga valutata sulla base di informazioni complete e aggiornate, nel rispetto della normativa e dei principi di trasparenza e imparzialità amministrativa.
L'assessore ha inoltre ricordato le iniziative già avviate dalla Regione sul fronte della prevenzione degli incendi, sottolineando che gran parte dei roghi ha origine in terreni privati lasciati in stato di abbandono. Tra le proposte figura anche un fondo di rotazione destinato ad aiutare i Comuni nelle attività di prevenzione e negli interventi sostitutivi nei confronti dei proprietari inadempienti delle aree più esposte al rischio. La misura non è stata inserita nell'ultima legge di Stabilità, ma il governo regionale intende ripresentarla nel corso dei prossimi lavori parlamentari, considerandola uno strumento importante per la tutela del patrimonio ambientale siciliano.