La mobilitazione degli olivicoltori dei Monti Sicani prosegue.
Nel corso di un'assemblea tenutasi ieri sera al Casello Ferroviario di Burgio, numerosi produttori si sono riuniti per discutere delle difficoltà che stanno mettendo a dura prova il settore olivicolo, con particolare attenzione alle condizioni di vendita dell'olio extravergine e alla necessità di garantire un futuro sostenibile alle aziende agricole del territorio.
Dal confronto è emersa la volontà di costruire un percorso comune per rafforzare il peso dei produttori sul mercato.
Tra le proposte avanzate figura la creazione di nuove realtà associative locali, capaci di coordinare gli olivicoltori e favorire la vendita diretta dell'olio dei Monti Sicani, riducendo le difficoltà legate alla commercializzazione.
Al centro del dibattito anche la possibilità di valorizzare ulteriormente le caratteristiche delle produzioni locali attraverso una denominazione più aderente alle varietà coltivate nel territorio.
In particolare, è stata avanzata l'ipotesi di affiancare alla Dop Val di Mazara un riferimento specifico alle cultivar Biancolilla e Cerasuola dei Monti Sicani.
Raccolta delle olive sospesa per tutta la settimana
Sul fronte della protesta, l'assemblea ha confermato all'unanimità la prosecuzione dello stop alla raccolta delle olive per l'intera settimana in corso.
Una decisione che punta a mantenere alta l'attenzione sulle difficoltà economiche degli agricoltori e sulla necessità di individuare soluzioni concrete per la remunerazione del prodotto.
Il Comitato per la Difesa della Produzione dell'Olio Evo dei Monti Sicani ha inoltre invitato produttori, titolari di frantoi e operatori commerciali a sedersi attorno allo stesso tavolo entro la fine della settimana.
L'obiettivo è aprire un confronto che possa portare alla definizione condivisa di una soglia minima di prezzo per l'olio, tenendo conto delle esigenze dei diversi soggetti coinvolti nella filiera.
Una soluzione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe consentire di superare l'attuale fase di tensione e permettere alle attività di riprendere in condizioni più equilibrate.
Senza un confronto si passa a nuove forme di protesta
Il Comitato ha però fissato una condizione precisa: se entro la fine della settimana non verrà convocato l'incontro richiesto, la mobilitazione potrebbe entrare in una nuova fase.
Tra le iniziative annunciate figurano presidi e interruzioni della circolazione lungo le principali strade del territorio, oltre a una manifestazione a Palermo davanti alla sede dell'Assemblea Regionale Siciliana.
La vertenza punta dunque a coinvolgere non soltanto gli operatori direttamente interessati, ma anche le istituzioni, chiamate a prestare attenzione alle difficoltà di un comparto fondamentale per l'economia agricola locale.
La richiesta degli olivicoltori è quella di arrivare rapidamente a un confronto concreto, capace di tutelare il valore dell'olio prodotto nei Monti Sicani e assicurare condizioni economiche adeguate a chi sostiene i costi della coltivazione e della produzione.
Per il Comitato, la priorità resta costruire prospettive più solide per l'olivicoltura del territorio, attraverso una maggiore organizzazione dei produttori, una migliore valorizzazione delle produzioni locali e un dialogo costruttivo tra tutte le componenti della filiera.