La Guardia di Finanza di Udine ha concluso un'importante indagine antidroga che ha smantellato una rete di spaccio operante nel Triveneto. L'operazione Change the Music, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, ha portato all'esecuzione di 24 misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale giuliano. In particolare, nove indagati sono stati accompagnati in carcere, quattordici hanno ricevuto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e uno ha ottenuto l'obbligo di dimora.
Un'organizzazione a struttura piramidale con un leader sloveno detenuto all'estero
Le indagini hanno delineato un'organizzazione gerarchica ben definita, al cui vertice si trovava un cittadino sloveno con gravi precedenti penali per omicidio e droga, attualmente ristretto in un carcere straniero. La gestione delle piazze di spaccio nelle province di Trieste, Udine e Gorizia era affidata a tre italiani ventenni, ognuno a capo di un gruppo autonomo. Questi giovani organizzatori si avvalevano di spacciatori molto giovani e di figure specializzate nel taglio chimico delle sostanze, nella pesatura e nella custodia dello stupefacente.
Il sequestro di 11 chili di hashish, 17 di marijuana e oltre 6 di cocaina
Nel corso dei controlli, i finanzieri hanno sequestrato circa 11 chilogrammi di hashish, 17 chilogrammi di marijuana e più di 6 chilogrammi di cocaina, disponibile in tre varianti cromatiche (bianca, rosa e nera). A queste quantità si aggiungono sostanze sintetiche, scanner anti-intercettazione e un arsenale che comprendeva revolver con silenziatori, pistole a salve, katane, machete, taser e una balestra. La presenza di armi e dispositivi di contrasto alle intercettazioni dimostra la pericolosità e l'organizzazione del gruppo, che operava con modalità paramilitari.
Giro d'affari da decine di milioni di euro e smercio stimato in oltre 800 chili
Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno permesso di quantificare il volume di droga smerciata in oltre 800 chilogrammi, con un giro d'affari stimato in decine di milioni di euro. Gli indagati conducevano un tenore di vita sproporzionato rispetto alle dichiarazioni dei redditi, ostentando ricchezza attraverso auto di lusso, abiti firmati e gioielli. Particolare rilievo assumono i video musicali trap pubblicati sui social, nei quali i protagonisti inneggiavano apertamente alla violenza, all'uso di armi e al consumo di stupefacenti. Questi contenuti, oltre a rappresentare un'esaltazione del crimine, hanno fornito agli inquirenti preziosi elementi per ricostruire i ruoli e le gerarchie interne.
Il valore aggiunto dell'operazione Change the Music
L'operazione ha visto la partecipazione di oltre 180 militari della Guardia di Finanza, coordinati dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Udine. L'attività investigativa, durata diversi mesi, ha permesso di colpire l'intera filiera del narcotraffico, dal vertice fino agli spacciatori di strada. Oltre alle 24 misure restrittive odierne, altre 8 persone erano già state arrestate nelle fasi precedenti dell'indagine, portando il totale degli indagati a 32. La sinergia tra il GIP di Trieste e la DDA ha consentito di sviluppare un quadro probatorio solido, basato su intercettazioni, servizi di osservazione e analisi finanziaria.
La lotta al traffico di stupefacenti resta una priorità per le forze dell'ordine, soprattutto in un territorio come il Friuli Venezia Giulia, considerato un crocevia internazionale per i flussi di droga provenienti dall'Europa orientale. Con questa operazione, la Guardia di Finanza ha inferto un duro colpo a una rete criminale che aveva trasformato lo spaccio in un'impresa lucrativa, con ricadute sociali pesanti sulle comunità locali.
Fonte: https://www.italpress.com/maxi-operazione-antidroga-in-friuli-24-misure-cautelari