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Barrafranca, la villa confiscata al boss Raffaele Bevilacqua diventa un centro diurno per persone con disabilità

Di Giovanna Venezia
Villa confiscata a Barrafranca trasformata in centro diurno per persone con disabilità

Un immobile sottratto alla criminalità organizzata si trasforma in uno spazio dedicato all’inclusione e al sostegno delle persone più fragili.

A Barrafranca è stata ufficialmente affidata alla cooperativa Pietro Farinato la grande abitazione appartenuta all’avvocato Raffaele Bevilacqua, ritenuto il capomafia di Enna ed ex esponente della Democrazia Cristiana.

La villa confiscata Barrafranca, assegnata in precedenza al Comune, sarà destinata alla realizzazione di un centro diurno di socializzazione rivolto alle persone con disabilità.

Bevilacqua era deceduto nel maggio del 2023 in un ospedale di Milano, dove si trovava ricoverato mentre era detenuto.

Secondo quanto evidenziato dal sindaco Giuseppe Lo Monaco, il recupero del bene rappresenta un segnale di cambiamento per la comunità locale e testimonia la volontà dell’amministrazione comunale di trasformare i patrimoni sottratti alle organizzazioni mafiose in servizi utili ai cittadini.

La struttura, primo progetto concretizzato in questo ambito dall’attuale amministrazione, sarà un luogo dedicato all’accoglienza, alle relazioni e all’integrazione sociale.

La villa confiscata Barrafranca potrà accogliere circa dieci utenti, che avranno inoltre la possibilità di partecipare ad attività laboratoriali.

Con questa iniziativa, la villa confiscata Barrafranca cambia completamente funzione, passando da simbolo del potere mafioso a presidio sociale al servizio delle famiglie e delle persone con disabilità.


Anche in Enna
GV

Giovanna Venezia

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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