La Procura di Gela ha chiesto il rinvio a giudizio di Lucian Stan, 41enne romeno accusato del femminicidio a Gela di Veronica Abaza, sua connazionale di 65 anni. La donna è morta il 17 settembre 2025 nell’abitazione in cui i due convivevano.
L’udienza è stata fissata per il prossimo 26 novembre. La richiesta di rinvio a giudizio arriva al termine delle indagini sulla morte della 65enne, per la quale l’accusa contesta all’uomo una condotta violenta.
Femminicidio a Gela, l’accusa della Procura
Secondo la ricostruzione della Procura di Gela, Lucian Stan avrebbe colpito violentemente Veronica Abaza, provocandole lesioni fatali.
Quando sono arrivati i soccorritori, chiamati dai vicini che avrebbero sentito urla e rumori provenire dall’abitazione, l’uomo avrebbe riferito che la donna era caduta e che si era trattato di un incidente domestico.
Una versione che, secondo la Procura di Gela, non sarebbe compatibile con quanto emerso dagli accertamenti. Per l’accusa, infatti, il decesso della donna sarebbe stato provocato da «atteggiamenti di mera violenza» tenuti da Stan.
Le ferite emerse dall’autopsia
Gli accertamenti autoptici, secondo quanto sostenuto dall’accusa, avrebbero evidenziato ferite compatibili con un’aggressione e con uno schiacciamento.
Sono questi gli elementi sui quali si basa la ricostruzione della Procura nell’ambito del procedimento per il femminicidio a Gela. L’imputato, tuttavia, dovrà affrontare il giudizio nell’ambito del procedimento avviato nei suoi confronti.
La figlia della vittima parte civile
Nel procedimento si è costituita parte civile la figlia di Veronica Abaza, assistita dall’avvocato Angelo Cafà.
Lucian Stan è invece difeso dal penalista Davide Limoncello.
La prossima tappa giudiziaria è fissata per il 26 novembre, quando si terrà l’udienza relativa alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Gela per il femminicidio a Gela.