Tre persone lavoravano senza regolare assunzione.
Nel negozio venivano venduti abiti sportivi con marchi falsificati e personalizzati con loghi realizzati direttamente sul posto
Un’attività commerciale di Cefalù è finita al centro di un’operazione della Guardia di finanza dopo che i militari hanno scoperto un’attività di produzione e vendita di abbigliamento sportivo con marchi contraffatti.
I controlli, condotti dalla Tenenza di Cefalù nell’ambito delle attività di vigilanza sul territorio, hanno portato alla luce anche la presenza di tre lavoratori impiegati senza regolare contratto.
Secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle, per loro non risultava effettuata la comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro, con la conseguente assenza delle previste garanzie sul piano contributivo, assicurativo e retributivo.
Durante l’ispezione, l’attenzione dei finanzieri si è concentrata anche sulla merce esposta all’interno dell’esercizio. Sono stati individuati 660 articoli di abbigliamento sportivo riconducibili a importanti società calcistiche italiane e straniere e a scuderie della Formula 1. Gli accertamenti sui marchi e sulle etichette avrebbero consentito di rilevarne la natura contraffatta.
Il negozio non si limitava alla vendita dei capi.
Ai clienti veniva infatti proposta anche la possibilità di personalizzare l’abbigliamento scelto. Per realizzare le applicazioni venivano utilizzate due presse termiche, mentre una stampante plotter sarebbe stata impiegata per produrre direttamente le grafiche e i trasferibili con i loghi falsificati.
Nel corso dell’intervento sono stati quindi sottoposti a sequestro, oltre ai capi e ai 316 sticker e transfer contraffatti, anche le attrezzature utilizzate per la loro realizzazione e applicazione.
Il titolare dell’attività è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Contestualmente, considerata la presenza di personale non regolarmente assunto in misura superiore alla soglia prevista dalla normativa, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale.
L’operazione si inserisce nelle attività della Guardia di finanza finalizzate al contrasto delle violazioni in materia di lavoro e della commercializzazione di prodotti contraffatti, fenomeni che possono incidere sulla concorrenza tra imprese e sulla tutela dei lavoratori.
La vicenda giudiziaria è comunque ancora nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con una sentenza definitiva