Due cofanetti di gioielli per un valore stimato di circa 30 mila euro. È quanto avrebbero consegnato due anziani di Licata a un uomo che si era presentato come avvocato, dopo una telefonata con la quale un complice aveva raccontato di un grave incidente stradale che avrebbe coinvolto la figlia delle vittime.
Per la truffa, commessa il 7 maggio 2024, Ciro Todisco, quarantaduenne di Napoli, è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione e a 800 euro di multa. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Andrea Terranova al termine del processo celebrato con rito abbreviato. La Procura aveva chiesto tre anni di reclusione e la stessa multa. L’imputato è stato assistito dall’avvocata Tiziana De Masi.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, un complice aveva contattato telefonicamente i due anziani, sostenendo che la figlia fosse rimasta coinvolta in un incidente nel quale un’altra persona aveva riportato gravi danni fisici. Per risolvere la situazione sarebbe stato necessario consegnare 9 mila euro a un avvocato incaricato di ritirare il denaro.
Per rendere più credibile il racconto, il telefonista aveva convinto il padre della donna ad allontanarsi da casa con una scusa, lasciando la moglie ad aspettare il presunto legale. A presentarsi era stato Todisco, che aveva ottenuto due cofanetti contenenti gioielli, per un valore stimato di circa 30 mila euro, prima di allontanarsi.
L’accusa contestava la truffa aggravata, con l’ipotesi che l’uomo avesse approfittato dell’età delle vittime e della paura per le condizioni della figlia, facendo leva sull’urgenza di intervenire per aiutarla.
Le indagini, avviate dopo la denuncia, hanno consentito di individuare il presunto autore materiale del raggiro.