Avrebbe violato in più occasioni la misura alternativa della detenzione domiciliare recandosi dai carabinieri a presentare documentazione medica, presso strutture sanitarie, ma sarebbe stato visto anche per strada. Così il magistrato di sorveglianza di Agrigento, nello scorso mese di agosto, ha disposto il carcere per Patrizio Cammarata, di 62 anni, di Menfi, che adesso è tornato in libertà per fine pena.
Cammarata si trovava in detenzione domiciliare. Stava scontando gli ultimi mesi per procurata inosservanza della pena. Assieme ad altri avrebbe aiutato, dando ospitalità, a un menfitano che aveva fatto perdere le proprie tracce dalla casa lavoro di Favignana.
Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato la decisione del magistrato di sorveglianza, respingendo la tesi difensiva, portata avanti dall'avvocato Enrico Di Benedetto. Il penalista ha sostenuto che le violazioni, seppur ripetute, non erano sufficienti per la sospensione e la revoca della misura alternativa. Successivamente, però, il fine pena e così Cammarata ha lasciato il carcere di Agrigento ed è tornato in libertà.