Claudio Cerasa, direttore del quotidiano Il Foglio, ha presentato presso l'Istituto Italiano di Cultura di New York il suo ultimo libro intitolato "L'antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo", edito da Silvio Berlusconi Editore. L'incontro, moderato dal direttore dell'Istituto Claudio Pagliara, ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento, tra cui l'ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente dell'Italia all'ONU.
Nel corso del dibattito, Cerasa ha illustrato le ragioni di un ottimismo che non è ingenuo né di facciata, ma fondato su dati e statistiche relative all'Italia e all'Europa. Secondo il direttore del Foglio, esiste un divario profondo tra la percezione comune, spesso dominata da un senso di catastrofe imminente, e la realtà dei fatti, che racconta invece di progressi e miglioramenti concreti. "I pessimisti cercano capri espiatori, gli ottimisti cercano soluzioni", ha dichiarato Cerasa, sintetizzando il messaggio centrale del suo libro.
L'intelligenza artificiale come l'elettricità, né buona né cattiva
Un ampio spazio della discussione è stato dedicato al tema dell'intelligenza artificiale. Cerasa ha respinto tanto le visioni apocalittiche quanto quelle eccessivamente entusiastiche, paragonando l'AI all'elettricità: una tecnologia neutrale che può essere utilizzata bene o male. Ha sottolineato che il rischio maggiore non risiede nell'adozione della tecnologia, ma nel non rischiare, nel restare indietro e nel non sperimentare. In quest'ottica, ha menzionato l'esperimento del Foglio, che pubblica un inserto settimanale realizzato interamente con l'intelligenza artificiale, definendolo un laboratorio utile per comprendere limiti e potenzialità di questi strumenti nel lavoro giornalistico.
America, tra preoccupazione di breve periodo e fiducia nel lungo termine
Riguardo agli Stati Uniti, Cerasa ha offerto una lettura articolata, distinguendo tra breve e lungo periodo. Nel breve termine, ha espresso preoccupazione per un Paese guidato da una politica che, a suo avviso, fa leva sulla paura. Tuttavia, nel lungo periodo, ha ribadito la sua fiducia nella capacità dell'America di rimanere una democrazia vitale e capace di produrre alternative attraverso la competizione politica. Persino il disordine generato dalla politica trumpiana, secondo Cerasa, può stimolare anticorpi e reazioni positive. Ha inoltre osservato come in Europa anche le forze di destra stiano cercando strade autonome rispetto al modello americano.
Il libro si inserisce in un dibattito più ampio sull'importanza di misurare problemi e crisi con i fatti, senza cedere alla tentazione di raccontare solo la catastrofe. Cerasa invita a un ottimismo ragionato, che non ignora guerre e difficoltà ma che si impegna a cercare soluzioni. La presentazione newyorkese ha confermato l'interesse internazionale per le tesi de "L'antidoto", un testo che si propone come strumento di analisi contro la rassegnazione.
Per chi segue le vicende italiane, l'evento rappresenta un momento di riflessione su come il Paese e l'Europa possano affrontare le sfide globali con un approccio costruttivo. Come ricordato in altre occasioni, anche in Italia il dibattito pubblico è spesso segnato da toni allarmistici, mentre i dati offrono spunti diversi. L'invito di Cerasa è a non sottovalutare i pericoli ma a non trasformarli in un alibi per l'immobilismo.