Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera al rientro dal vertice Nato di Ankara, offrendo un quadro approfondito delle sfide geopolitiche attuali. Crosetto ha definito l'esito del summit come positivo, sottolineando che l'alleanza atlantica è uscita più salda, nonostante le previsioni di molti osservatori che temevano un confronto diretto con Donald Trump.
La crisi di Hormuz e la nuova strategia iraniana
Il ministro ha dedicato ampio spazio alla situazione nello Stretto di Hormuz, descrivendo la strategia iraniana come una riedizione delle tensioni dei mesi scorsi. Secondo Crosetto, il regime di Teheran ha scoperto che la chiusura di Hormuz rappresenta un'arma potentissima, capace di danneggiare l'intera economia globale. L'Iran si trova oggi diviso tra una componente militare interessata a negoziare e una fazione integralista disposta a sacrificare il paese per decenni, ha spiegato il ministro, aggiungendo che entrambe le parti hanno interesse a concludere il conflitto il prima possibile.
I rapporti tra Trump e Meloni al centro del vertice
Rispetto alle voci di un possibile gelo tra il presidente americano e la premier italiana, Crosetto ha smentito ogni tensione: i due leader hanno conversato normalmente durante la cena, e Trump non ha mortificato nessuno, anzi ha concluso con un appello alla pace. Il nostro obiettivo è stato raggiunto, tenere salda l'alleanza, ha affermato. Il ministro ha poi chiarito il metodo di Trump: non ricatta, ma spinge con forza i paesi europei ad assumersi le proprie responsabilità. Il suo mantra è che i paesi europei devono fare da soli, e chi vuole restare nella Nato deve rispettare gli impegni, altrimenti è meglio che esca.
L'impegno italiano sulla difesa: verso il 5% del Pil nel 2035
Crosetto ha dettagliato gli impegni assunti dall'Italia: arrivare al 5% di spese per la Nato entro il 2035, con una revisione intermedia nel 2030. Attualmente l'Italia è al 2,01% della spesa per la difesa, che sale al 2,8% includendo la sicurezza. L'anno prossimo saremo al 2,3% e l'anno successivo al 2,6%, ha precisato. Il ministro ha ribadito che l'Italia è il primo contributore della Nato per numero di uomini, davanti a Usa, Francia e Regno Unito. Per finanziare questi aumenti, il governo chiederà alla Ue l'autorizzazione per spese aggiuntive, senza toccare le voci sociali. Ha inoltre sottolineato che non si tratta solo di spese per armi, ma anche per stipendi, pensioni, infrastrutture, ricerca, tecnologia e posti di lavoro nel settore della difesa.
Ucraina, Russia e le preoccupazioni per la sicurezza nazionale
Interpellato sul conflitto in Ucraina, Crosetto ha criticato duramente le posizioni di Giuseppe Conte, che aveva definito una balla l'invasione russa. Mosca ha 2 milioni e 400 mila militari impiegati, ha aumentato le truppe e non sappiamo dove voglia usarle, ha dichiarato. Sulla sicurezza nazionale dopo il caso delle spie russe, il ministro si è detto preoccupato per l'evoluzione dei rapporti tra grandi potenze, ma ha ribadito l'importanza di costruire un sistema di difesa serio, temendo che al governo possa arrivare qualcuno intenzionato a distruggerlo. Ha poi aggiunto che, oltre ai nemici, esistono alleati involontari dei nemici.
Vannacci, propaganda russa e la sfida dell'immigrazione
Rispetto al generale Vannacci, accusato di guardare a Mosca, Crosetto ha minimizzato: per ora non è al governo né in Parlamento, e ogni voto a Vannacci rafforza la probabilità che vincano Conte, Fratoianni e Bonelli. Sulla propaganda russa e cinese via social, il ministro ha osservato che l'Italia è più impermeabile rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna, ma la guerra ibrida resta una minaccia costante. Il governo Meloni ha cambiato radicalmente l'approccio sull'immigrazione, ha concluso Crosetto, invitando a proseguire su questa strada.