Emma Bonino, una delle figure più incisive della politica italiana del secondo dopoguerra, è morta all'età di 78 anni. La notizia è arrivata dopo giorni di apprensione, seguiti al ricovero in terapia intensiva presso l'ospedale Santo Spirito di Roma. Successivamente, su accordo tra il medico curante Claudio Santini e i sanitari del nosocomio capitolino, era stata trasferita in una struttura privata. Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino ha attraversato oltre cinquant'anni di impegno pubblico, diventando un simbolo dell'attivismo progressista e laico.
Dalla militanza radicale alle istituzioni europee
Il suo percorso politico è iniziato negli anni universitari, quando si è avvicinata al movimento radicale guidato da Marco Pannella. In quel contesto ha abbracciato battaglie storiche come la legalizzazione dell'aborto, la depenalizzazione delle droghe e l'opposizione al nucleare. Eletta per la prima volta in Parlamento nel 1976 con il Partito Radicale, ha poi ricoperto incarichi di primo piano. È stata ministra per le Politiche europee e ministra del Commercio internazionale nei governi presieduti da Romano Prodi, e ministra degli Esteri nel governo di Enrico Letta. La sua carriera internazionale include l'elezione al Parlamento Europeo e, dal 1995 al 1999, il ruolo di commissaria europea responsabile della politica della pesca, dei consumatori e dell'ufficio per l'aiuto umanitario.
Le campagne internazionali e la fondazione di +Europa
Bonino ha promosso numerose campagne internazionali, tra cui quelle per i tribunali ad hoc sui crimini di guerra nell'ex Jugoslavia e in Ruanda, per l'istituzione della Corte penale internazionale, per la moratoria sulla pena di morte, contro la fame nel mondo e contro le mutilazioni genitali femminili. È stata tra i fondatori delle organizzazioni non governative Nessuno Tocchi Caino e Non c'è Pace senza Giustizia. Il suo nome è circolato più volte come possibile presidente della Repubblica, in particolare nel 2013, quando Giorgio Napolitano fu rieletto. Nel 2014 ha fondato il partito +Europa, incentrato sull'integrazione europea e sulle libertà individuali. Nel 2015 ha rivelato di avere un cancro al polmone, sottoponendosi alla chemioterapia senza interrompere l'attività politica; solo l'anno scorso aveva annunciato la guarigione.
Le reazioni del mondo politico
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la scomparsa con un messaggio su X, riconoscendo il ruolo di Bonino nella vita pubblica italiana. "Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio". La morte di Bonino lascia un vuoto nel panorama politico italiano, ma anche un'eredità di battaglie che continuano a influenzare il dibattito sui diritti civili e sull'Europa. La sua figura resta un punto di riferimento per chi crede in una società più inclusiva e giusta.