Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato che il governo interverrà con sostegni selettivi qualora i prezzi dei carburanti dovessero registrare una nuova impennata a causa di una prolungata crisi nello stretto di Hormuz. In un'intervista a Repubblica, Urso ha chiarito che non ci saranno interventi a pioggia, ma misure mirate per le imprese e le famiglie a reddito più basso. 'Niente è da escludere, dipenderà dagli eventi', ha affermato.
La strategia del governo contro l'instabilità dei prezzi
Secondo Urso, i mercati si stanno attrezzando a una fase di prolungata instabilità: l'Opec aumenta la produzione e si rafforzano rotte alternative. Tuttavia, il contesto globale è segnato da conflitti e imprevedibilità. Per questo, il governo punta a ridurre la dipendenza estera e a rafforzare l'autonomia strategica, in particolare nei settori dell'energia elettrica e delle materie prime critiche. Il ministro ha sottolineato l'importanza di una responsabilità condivisa da parte di tutti gli attori del mercato.
Misure concrete già pronte per essere attuate
Urso ha ribadito che, qualora i prezzi alla fonte dovessero crescere sensibilmente a causa di blocchi alla navigazione, il governo adotterà misure efficaci e tempestive, ricalcando quanto già fatto in passato. L'obiettivo è evitare speculazioni e proteggere i consumatori più vulnerabili. Il ministro ha anche ricordato che l'Italia sta lavorando per diversificare le fonti di approvvigionamento, accelerando sugli investimenti in energie rinnovabili e infrastrutture critiche.
L'annuncio arriva in un momento in cui le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico rischiano di riaccendersi, con possibili ripercussioni sui costi energetici globali. Il governo monitora costantemente la situazione ed è pronto a intervenire per garantire la stabilità economica e sociale del Paese.