Un pluripregiudicato legato alla cosca Barbaro Castanu di Platì è stato individuato e fermato dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria all'interno di una struttura di recupero per tossicodipendenti. L'uomo risultava irreperibile dal novembre dello scorso anno, quando si era sottratto al blitz della Guardia di Finanza di Milano nell'ambito dell'operazione antidroga denominata Skyfall, un'inchiesta che aveva portato al coinvolgimento di altre ventotto persone riconducibili ai clan di Platì e Africo.
Sulle sue spalle pende una pesante accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e al possesso illegale di armi. La Procura di Milano gli contesta in particolare un ruolo di primo piano nella gestione di un traffico di oltre 3,5 tonnellate di cocaina provenienti dal Sud America, una quantità che colloca l'operazione tra le più rilevanti degli ultimi anni nel panorama del narcotraffico calabrese.
La pista calabrese e gli spostamenti sospetti
Gli investigatori della Squadra Mobile reggina hanno lavorato fin da subito su una convinzione precisa, ovvero che il ricercato fosse rientrato nel proprio territorio d'origine per cercare copertura e appoggi tra volti conosciuti. Dopo mesi di monitoraggio, gli agenti hanno notato una serie di spostamenti anomali nella zona nord del capoluogo, utili a stringere il cerchio attorno al nascondiglio. La svolta è arrivata quando è emerso che l'uomo si era stabilito da poco all'interno di una comunità di recupero, con l'apparente intento di intraprendere un percorso di disintossicazione.
L'irruzione è scattata in modo rapido e coordinato, senza che il latitante potesse opporre alcuna resistenza. Durante il blitz gli è stato sequestrato uno smartphone, che sarà ora analizzato dagli inquirenti per ricostruire i contatti mantenuti durante i mesi di latitanza e verificare eventuali complicità esterne. Il dispositivo mobile potrebbe rivelarsi un elemento decisivo per gli sviluppi dell'indagine, considerando la rete di relazioni che ruota attorno ai clan di Platì.
Un colpo al narcotraffico internazionale
L'arresto rappresenta un tassello importante nel quadro repressivo contro la 'ndrangheta e i suoi interessi nel settore della droga. La cosca Barbaro Castanu è da tempo al centro dell'attenzione degli inquirenti per la capacità di tessere rapporti con i fornitori sudamericani e di movimentare ingenti quantitativi di stupefacenti attraverso porti e rotte internazionali. La cattura del latitante conferma come il territorio di origine resti un punto di riferimento anche per chi è costretto a muoversi nell'ombra.
La scelta di rifugiarsi in una comunità di recupero, un luogo teoricamente protetto e lontano dai riflettori, dimostra ancora una volta la capacità di adattamento e mimetizzazione dei soggetti legati alla criminalità organizzata. Gli approfondimenti proseguiranno nelle prossime ore per chiarire se l'uomo abbia ricevuto sostegno logistico durante la fase di irreperibilità e per individuare eventuali ulteriori fiancheggiatori. Il quadro investigativo resta aperto e non si escludono nuovi sviluppi, anche in considerazione della complessità dell'operazione Skyfall e delle sue ramificazioni tra Calabria e Lombardia.
Le forze dell'ordine sottolineano come la cooperazione tra le diverse articolazioni investigative, dalla Squadra Mobile reggina alla Guardia di Finanza milanese, si sia rivelata determinante per chiudere il cerchio su una figura considerata di rilievo nello scacchiere del narcotraffico. L'arresto restituisce un segnale di efficacia alle indagini che, come nel caso dell'operazione che aveva portato a sequestri e arresti nella zona di Sciacca, continuano a colpire i patrimoni illeciti delle organizzazioni criminali.
Fonte: https://www.italpress.com/ndrangheta-arrestato-latitante-cosca-barbaro-nascosto-in-comunita