La mobilitazione degli autotrasportatori non si ferma davanti al via libera del Consiglio dei ministri. A Napoli, nel primo pomeriggio, decine di camion hanno dato vita a un corteo lento nell'area portuale, percorrendo via Marina con i clacson in funzione e provocando forti rallentamenti e ingorghi nella zona orientale della città. Un segnale chiaro che le misure varate dall'esecutivo per sostenere il settore non sono bastate a spegnere il malcontento.
Il corteo partito alle 13 verso il porto
Il serpentone di mezzi pesanti era stato annunciato già nella giornata precedente e si è mosso alle 13, attraversando via Bausan fino a raggiungere l'area portuale. I camionisti si sono fermati per alcuni minuti prima di riprendere a circolare nei pressi del varco Bausan, alternando passaggi in entrata e in uscita. Una modalità studiata per proseguire la protesta senza dare vita a un blocco stradale prolungato, ma sufficiente a creare disagi concreti alla viabilità.
Il presidio di via Argine blocca il carburante
Alla manifestazione itinerante si affianca il presidio che da giorni interessa via Argine, nella zona orientale di Napoli, dove i tir fermi impediscono l'uscita delle autocisterne che trasportano carburante. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti, con difficoltà crescenti nelle forniture di benzina e gasolio ai distributori della città. Nel corso della giornata alcuni mezzi presenti in via Argine si sono spostati verso il porto, per poi fare ritorno nella zona di partenza, in una sorta di pendolarismo della protesta che tiene alta la tensione.
Delusione per gli aiuti del governo
Il decreto appena approvato dall'esecutivo, che stanzia risorse per autotrasporto, agricoltura e pesca, non ha placato gli animi. Durante il corteo i manifestanti hanno illustrato ai passanti le ragioni della propria battaglia, dichiarandosi delusi dalle misure annunciate e convinti che non rispondano alle necessità reali del comparto. Alla mobilitazione hanno preso parte anche studenti e attivisti del territorio, a testimonianza di come la protesta abbia assunto un carattere più ampio rispetto alla sola categoria. È stato invece sciolto il presidio sulla Domitiana, all'altezza di Mondragone, segno di una mobilitazione che si concentra ormai su Napoli e sul suo porto.
Le forniture di gasolio restano a rischio
Il nodo delle forniture energetiche rimane il più delicato. Con le autocisterne ferme in via Argine, i distributori della zona rischiano di restare a secco, alimentando timori per la continuità del servizio. La protesta, che non accenna a rientrare, continua a pesare sulla logistica cittadina e sulle attività economiche che dipendono dai rifornimenti quotidiani. Le misure approvate dal governo, pur cospicue, non hanno dunque convinto chi da giorni è sceso in strada per chiedere risposte più concrete e tempi certi.
La vicenda si inserisce in un quadro di tensione più ampio, come dimostrano anche i recenti episodi di sabotaggio ai danni di mezzi che trasportano carburante, un segnale di quanto il settore sia esposto a tensioni e rivendicazioni.
Fonte: https://www.italpress.com/protesta-dei-tir-a-napoli-prosegue-la-mobilitazione-nonostante-il-decreto