Un'operazione di polizia denominata Fly Trap ha smantellato una rete transnazionale dedita alla pedopornografia online. L'indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha portato all'esecuzione di 6 misure cautelari, un fermo di indiziato di delitto e all'arresto di 10 persone in flagranza di reato per detenzione di ingente materiale pedopornografico.
Le origini dell'indagine e la cooperazione internazionale
Le indagini sono iniziate nel 2024 grazie a informazioni condivise dall'Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) nell'ambito della cooperazione internazionale. L'HSI aveva segnalato la presenza su Telegram di un gruppo privato denominato 'New Saga', dedicato alla diffusione di materiale pedopornografico. Gli investigatori del C.N.C.P.O. hanno analizzato le transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, riuscendo a identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, sottoposto a perquisizione nel maggio 2024.
L'attività investigativa, protrattasi dal 2024 al 2025, ha permesso agli agenti sotto copertura di creare un rapporto fiduciario con gli amministratori, fino a ottenere un accredito da 'co-amministratore' all'interno dei diversi gruppi pedopornografici. Per evitare il monitoraggio delle forze dell'ordine, gli amministratori utilizzavano 'canali privati esclusivi' per lo scambio informativo e organizzativo. Uno di questi era denominato 'La Sala dei Re', a sottolineare il contesto di potere in cui ritenevano di operare.
Le misure cautelari e gli arresti
Le indagini, mediante tecniche di de-anonimizzazione, hanno consentito di identificare i soggetti coinvolti e di acquisire elementi indiziari a fondamento della richiesta della Procura di Roma. Il Gip di Roma ha emesso 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui una sostituita con gli arresti domiciliari per motivi di salute. I destinatari sono 3 amministratori italiani residenti nelle province di Napoli, Barletta e Verona, e un cittadino svizzero, come organizzatori e promotori. Altri 2 soggetti, residenti nelle province di Messina e Genova, sono indagati come partecipi per aver condiviso e detenuto ingente materiale pedopornografico. Inoltre, 22 utenti italiani, di cui 10 attivi nella condivisione di materiale, sono stati sottoposti a perquisizione locale, personale e informatica.
Le operazioni si sono concluse con l'arresto in flagranza di reato di 10 soggetti trovati in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, video e immagini di minori anche in tenera età. Il materiale illecito era abilmente occultato, di difficile accesso e protetto in cartelle crittografate per impedirne il ritrovamento. La quantificazione è ancora in corso. Tra gli arrestati figurano 6 soggetti residenti nelle province di Torino, Milano e Padova, e uno rispettivamente delle province di Fermo, Cagliari, Palermo e Treviso. Alcuni avevano precedenti specifici, mentre altri sono risultati insospettabili.
Il coinvolgimento delle forze dell'ordine e le implicazioni
L'esecuzione dei provvedimenti ha visto la partecipazione di oltre 100 operatori specializzati della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, provenienti dai Centri Operativi e dalle Sezioni Operative di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trento e Venezia. Hanno collaborato anche i gabinetti interregionali di Polizia Scientifica territorialmente competenti. Operatori dell'HSI hanno presenziato come osservatori presso obiettivi ritenuti di particolare interesse operativo.
Questa operazione rappresenta un duro colpo alla pedopornografia online e dimostra l'efficacia della cooperazione internazionale e delle tecniche investigative avanzate. La Polizia di Stato ha ribadito il proprio impegno nella lotta contro questi crimini odiosi, che sfruttano le piattaforme digitali per diffondere materiale illecito e danneggiare i minori. Le indagini proseguono per identificare ulteriori responsabili e per quantificare completamente il materiale sequestrato. La collaborazione con agenzie straniere si conferma cruciale per contrastare fenomeni criminali transnazionali che non conoscono confini.