La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma si prepara ad accogliere un evento che unisce memoria televisiva e racconto d'autore. All'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella serata di mercoledì 21 ottobre, la Sala Sinopoli ospiterà alle 21.30 la proiezione di "L'assurda storia della Gialappa's Band", il film diretto da Walter Veltroni e inserito nella sezione Special Screenings. Un appuntamento che attraversa quattro decenni di comicità, invenzioni e ironia, restituendo al pubblico il percorso di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto, tre protagonisti che hanno rivoluzionato il linguaggio dell'intrattenimento nel nostro Paese.
Il documentario esplora l'universo creativo della storica formazione e il segno lasciato da una comicità unica, capace di superare le generazioni e di diventare parte integrante della cultura popolare italiana. Veltroni ha spiegato di non aver voluto raccontare la storia di tre amici, perché i tre non si conoscevano prima di iniziare a lavorare insieme. Furono arruolati da Radio Popolare e da lì hanno proseguito in un cammino folle, facendo televisione per quarant'anni senza mai farsi vedere. L'innovazione linguistica della Gialappa's, secondo il regista, non risiede nella satira in senso stretto né nella comicità come la tv era abituata a immaginarla, ma in un universo surreale di cui il Mago Forest rappresenta il simbolo e il filo rosso. Dal punto di vista narrativo era interessante raccontare questa assurdità di tre persone che non si conoscono, non si fanno vedere e che evocano il surreale invece del reale.
La battuta di Santin sul film
"Non è una idea nostra fare un film su di noi, non siamo scemi fino a questo punto" è stata la prima battuta di Marco Santin in merito al progetto. Il comico ha ricordato che, quando il produttore Attilio De Razza propose l'operazione, sembrò normale chiamare Veltroni, sia perché aveva già avanzato la proposta in passato sia perché aveva firmato la prefazione al loro libro. Un intreccio di rapporti che ha reso possibile un'opera capace di raccontare la genesi e l'evoluzione di un fenomeno televisivo senza precedenti.
Quando la tv cambiò e rifiutò il calcio ironico
Giorgio Gherarducci ha ricostruito il clima di quegli anni, quando la televisione stava cambiando e i giornalisti non accettavano che i tre non si facessero vedere. C'era anche un'altra tv oltre alla Rai che iniziava a farsi spazio, con la banda della Dandini su Rai3 e qualcosa anche su Italia1, e c'erano i soldi per fare programmi comici che richiedono molti investimenti. I talk show politici, al contrario, non costano nulla, basta invitare quattro politici e farli litigare. All'inizio la Gialappa's ricevette anche dei rifiuti sulla propria idea di fare ironia sul calcio, perché il direttore della redazione sportiva della Rai di allora sosteneva che il calcio fosse una cosa seria e non si dovesse scherzare sopra. Italia1, invece, diede subito la possibilità di farlo.
Il passaggio da Mediaset a TV8
Marco Santin ha spiegato le ragioni della scelta di non mostrarsi, legate a una serie di motivazioni. La prima è che, in quel periodo, chiunque voleva apparire in televisione e a loro tre questa cosa faceva orrore. Inoltre non era funzionale ai programmi che realizzavano, perché non aveva senso far vedere le proprie facce a "Mai dire Banzai", e non avendo mai calcato il palcoscenico, non essendo attori, si sarebbero trovati a disagio. Dopo tanti anni in Mediaset è arrivato il passaggio a TV8, e Gherarducci ha concluso ricordando che Piersilvio Berlusconi si è arrabbiato perché sostiene che lo abbiano tradito andando via, ma non è vero. La Gialappa's chiedeva di fare programmi ma le veniva risposto che Italia1 aveva pochi soldi e il budget era completamente assorbito da Le Iene, mentre TV8 ha messo a disposizione un budget consistente per realizzare il programma. Un racconto che attraversa la storia del piccolo schermo e che la Festa del Cinema di Roma offre al pubblico in una serata speciale.