Bonus condizionatore 2026, detrazione 50% fino a dicembre · Risoluto
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Bonus condizionatore 2026, detrazione 50% solo fino a dicembre. Requisiti e alternative

Di Giacomo Cascio
Bonus condizionatore 2026: detrazione 50% per climatizzatori con pompa di calore fino a dicembre

Con l'aumento delle temperature estive, molti proprietari di casa stanno valutando l'installazione di un nuovo impianto di climatizzazione. Per chi decide di anticipare i lavori, esistono diverse agevolazioni fiscali che permettono di recuperare parte della spesa. Le percentuali di detrazione variano a seconda del tipo di immobile e dell'intervento, ma le condizioni attuali hanno una scadenza precisa. Fino a dicembre 2026, infatti, è possibile usufruire di detrazioni che arrivano al 50% per l'abitazione principale e al 36% per gli altri immobili. In alcuni casi specifici si può accedere anche al Conto Termico, con un contributo che può coprire fino al 65% della spesa. Tuttavia, non tutti gli incentivi sono uguali e la scelta migliore dipende da diversi fattori.

Bonus ristrutturazioni, la via più flessibile per installare un climatizzatore

Il bonus ristrutturazioni rappresenta la strada principale per chi vuole installare un condizionatore. L'agevolazione riguarda l'installazione di sistemi per la climatizzazione estiva dotati di pompa di calore, anche se non ad alta efficienza. La spesa massima su cui calcolare la detrazione è di 96mila euro. L'intervento deve essere realizzato su un'unità immobiliare residenziale e non è necessario sostituire il precedente impianto di climatizzazione invernale. Questa è una differenza sostanziale rispetto all'ecobonus, che richiede condizioni più stringenti. La percentuale di detrazione varia in base all'immobile. Per gli interventi sull'abitazione principale effettuati da proprietari o titolari di altri diritti reali, la detrazione raggiunge il 50%. Negli altri casi scende al 36%. L'installazione può essere qualificata come manutenzione straordinaria e, se vengono rispettati tutti i requisiti, può consentire l'accesso anche al bonus mobili. Questa opportunità non è prevista con l'ecobonus. Restano da rispettare gli adempimenti richiesti, tra cui il pagamento tramite bonifico parlante. Per approfondire le procedure, è utile consultare la guida completa sui bonus casa.

Ecobonus, detrazioni identiche ma requisiti tecnici più severi

Un'altra possibilità è rappresentata dall'ecobonus, che oggi risulta meno flessibile rispetto al bonus ristrutturazioni. Anche in questo caso la detrazione è del 50% per l'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili. Il principale vantaggio è che l'agevolazione può riguardare anche immobili non residenziali. Tuttavia, i requisiti tecnici sono più severi. L'incentivo è riconosciuto esclusivamente per la sostituzione, totale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza. L'intervento deve rispettare i valori limite indicati nella tabella 1 dell'allegato F al decreto interministeriale del 6 agosto 2020. Il tetto massimo della detrazione è fissato a 30mila euro. È inoltre necessario trasmettere all'Enea la comunicazione relativa all'intervento entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. Questo adempimento è previsto anche per gli interventi che beneficiano del bonus ristrutturazioni, ma in quest'ultimo caso l'eventuale mancato invio non comporta una vera e propria sanzione e la comunicazione ha principalmente finalità statistiche.

Conto Termico, contributo fino al 65% per chi sostituisce una vecchia caldaia

Per chi sostituisce un vecchio sistema di riscaldamento può entrare in gioco anche il Conto Termico. Si tratta però di un incentivo con condizioni di accesso più restrittive. Il principio è diverso rispetto ai bonus fiscali. L'incentivo riguarda la sostituzione di apparecchi destinati al riscaldamento. Nel caso dei sistemi aria-aria, il contributo può essere richiesto quando una vecchia caldaia viene sostituita con una pompa di calore. Per ottenere l'incentivo è necessario documentare anche lo smaltimento della vecchia caldaia. È prevista inoltre la possibilità dell'add on, cioè l'aggiunta di una pompa di calore a una caldaia già installata, consentendo una sostituzione parziale dell'impianto. In questo caso deve essere dimostrata la compatibilità tra i due apparecchi. Per le pompe di calore aria-aria, come quelle utilizzate negli split domestici, l'integrazione add on è però ammessa soltanto negli edifici sottoposti a vincoli architettonici. Negli altri casi è necessario ricorrere a una pompa di calore idronica, cioè aria-acqua o acqua-acqua. Il contributo del Conto Termico può arrivare fino al 65%, ma la somma effettivamente riconosciuta dipende dalla zona climatica e dalle caratteristiche tecniche dell'apparecchio. Per importi fino a 15mila euro, il contributo viene erogato in un'unica rata. Prima di scegliere l'incentivo più adatto, è fondamentale verificare la tipologia di immobile, la tecnologia installata, l'impianto preesistente e gli adempimenti richiesti. Solo così si può massimizzare il risparmio.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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