La convenzione triennale 2026-2028 tra Ministero dell'Economia e Agenzia delle Entrate segna una svolta nella semplificazione fiscale. L'obiettivo è rendere il pagamento delle imposte simile a una normale bolletta, grazie all'addebito diretto in conto corrente. Il contribuente può autorizzare il prelievo automatico delle somme dovute, comunicando il proprio IBAN tramite i canali telematici dell'Agenzia. Questo sistema, già sperimentato per le dichiarazioni di successione, sarà progressivamente esteso a un numero maggiore di tributi.
Come funziona la domiciliazione bancaria delle tasse
Il meccanismo si basa sul consenso preventivo del contribuente. Una volta attivata, le rate di dilazione o altri importi vengono addebitati automaticamente alla scadenza, eliminando la necessità di ricordare scadenze o compilare modelli F24. La misura è facoltativa e non costituisce un prelievo coattivo. La riduzione del tax gap è uno degli obiettivi principali, insieme alla promozione della compliance spontanea attraverso servizi automatizzati e personalizzati.
Delega unica per commercialisti e CAF
Dal 8 dicembre 2025 è attiva la nuova delega unica per i servizi fiscali. Con un unico atto, il contribuente può autorizzare il proprio intermediario (commercialista o CAF) ad accedere a tutti i servizi online dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. La firma può essere autografa o digitale, con identificazione tramite CIE o SPID. Questo semplifica la burocrazia e riduce i tempi di lavorazione, minimizzando errori legati a autorizzazioni mancanti.
Dichiarazione precompilata potenziata
La convenzione prevede anche un arricchimento della dichiarazione dei redditi precompilata. Nuovi dati da soggetti terzi, come polizze assicurative, spese sanitarie e informazioni bancarie, verranno acquisiti per offrire un modello sempre più completo. In molti casi, basterà una semplice verifica e conferma da parte del contribuente. Questa evoluzione si inserisce in un percorso di digitalizzazione del rapporto Fisco-cittadino, avviato con la riforma fiscale (Legge n. 111 del 2023). Per approfondire, consulta la pagina di Wikipedia sulla riforma fiscale italiana.