INPS, bonus Irpef anche su APE Sociale e ispensione · Risoluto
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INPS, messaggio 2829 del 14 settembre 2026: bonus Irpef anche su APE Sociale e ispensione

Di Giacomo Cascio
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Immagine di copertina sull'INPS e il messaggio 2829 del 2026: bonus Irpef esteso ad APE Sociale e isopensione

Con il messaggio n. 2829 del 14 settembre 2026 l'INPS ha fornito un chiarimento destinato a incidere concretamente sui cedolini di migliaia di lavoratori che si trovano nella fase di transizione verso il pensionamento. L'Istituto previdenziale ha precisato che le agevolazioni Irpef introdotte dall'articolo 1, commi da 4 a 9, della legge n. 207/2024 possono essere riconosciute anche sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione e di anticipo pensionistico, purché rispettino determinate condizioni.

Il bonus aggiuntivo e la detrazione Irpef previsti dalla legge 207/2024

Per comprendere la portata della novità occorre partire dal quadro normativo di riferimento. La legge di bilancio per il 2025 ha introdotto due misure fiscali distinte ma accomunate dalla finalità di alleggerire il prelievo sui redditi da lavoro dipendente disciplinati dall'articolo 49 del TUIR. La prima consiste in una somma non imponibile, comunemente definita bonus aggiuntivo, riconosciuta ai lavoratori il cui reddito complessivo annuo non supera i 20.000 euro. La seconda è invece una ulteriore detrazione dall'imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro effettivo, destinata ai contribuenti con redditi complessivi superiori a 20.000 euro. L'importo di questa detrazione si riduce progressivamente all'aumentare del reddito, fino ad azzerarsi al raggiungimento della soglia di 40.000 euro annui.

La questione dell'ambito soggettivo di applicazione delle agevolazioni

Il nodo interpretativo affrontato dall'INPS riguardava l'ambito soggettivo di applicazione di queste misure. Occorreva stabilire se i benefici fiscali potessero essere estesi anche a soggetti che non svolgono più un'attività lavorativa, ma percepiscono determinate prestazioni erogate proprio in fase di accompagnamento alla pensione. La risposta dell'Istituto è affermativa, ma con precise condizioni. La ragione risiede nella natura reddituale di tali prestazioni. Pur essendo collegate al percorso verso la pensione, esse non hanno natura pensionistica e possono costituire prestazioni sostitutive del reddito da lavoro dipendente.

APE Sociale, ispensione e assegni straordinari tra le prestazioni agevolabili

Fra le prestazioni che possono rientrare nell'ambito applicativo delle misure fiscali l'INPS indica, a titolo esemplificativo, l'APE Sociale, l'ispensione, gli assegni straordinari destinati ai lavoratori di determinati settori tra cui quello bancario e assicurativo, le indennità derivanti dai contratti di espansione e le altre prestazioni di accompagnamento alla pensione che presentano le caratteristiche richieste dalla normativa. Il requisito fondamentale è che si tratti di prestazioni non pensionistiche, aventi natura sostitutiva del reddito di lavoro dipendente e assoggettate a tassazione ordinaria.

Pensioni e previdenza complementare restano escluse dal beneficio

Non è quindi sufficiente che una prestazione sia genericamente collegata al pensionamento. La disciplina prevede espressamente un'esclusione importante. Sono escluse dall'applicazione delle agevolazioni le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati. La distinzione tra pensione e prestazione di accompagnamento assume quindi un'importanza determinante. Un ulteriore chiarimento riguarda la previdenza complementare. Alla luce delle indicazioni fornite dall'Agenzia delle Entrate, l'INPS precisa che anche le pensioni integrative e complementari devono considerarsi escluse dall'applicazione dei benefici fiscali. Anche in questo caso assume rilievo la natura della prestazione percepita.

I quattro requisiti per ottenere lo sconto Irpef

In definitiva il chiarimento dell'INPS rende particolarmente importante distinguere due situazioni. Da una parte vi è il soggetto che ha già maturato e percepisce una pensione, rispetto alla quale opera l'esclusione prevista dalla legge. Dall'altra vi è il lavoratore che, pur avendo cessato l'attività lavorativa o trovandosi nella fase di transizione verso il pensionamento, percepisce una prestazione sostitutiva del reddito da lavoro dipendente. In quest'ultimo caso la prestazione può rientrare nell'ambito delle agevolazioni fiscali, purché presenti tutti i requisiti richiesti. Occorrono la natura non pensionistica della prestazione, la funzione sostitutiva del reddito di lavoro dipendente, l'assoggettamento alla tassazione ordinaria e il rispetto delle soglie reddituali previste per il beneficio. La presenza contemporanea di queste condizioni consente di distinguere le prestazioni potenzialmente agevolabili da quelle che, invece, rimangono escluse.

Per i lavoratori coinvolti in percorsi di uscita anticipata, la verifica della natura fiscale della prestazione percepita diventa dunque il passaggio decisivo per capire se si ha diritto al bonus e allo sconto Irpef, oppure se il trattamento resta assoggettato al regime ordinario applicabile alle pensioni.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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