Nuova pronuncia della Corte dei Conti sulla vicenda che riguarda l’utilizzo dell’auto di servizio da parte dell’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè.
La sezione giurisdizionale della magistratura contabile ha stabilito che Miccichè dovrà versare complessivamente 42.763 euro: 31.103 euro a titolo personale e altri 11.660 euro insieme al suo ex autista Maurizio Messina.
La sentenza è stata emessa il 10 giugno e depositata il 28 settembre.
Al centro del procedimento ci sono diversi episodi relativi all’impiego dell’autovettura istituzionale quando Miccichè ricopriva la presidenza dell’Ars.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura regionale della Corte dei Conti, il mezzo sarebbe stato utilizzato anche per finalità estranee agli incarichi istituzionali.
Tra gli episodi contestati figurano trasferimenti tra Palermo e Cefalù con persone vicine all’ex presidente, familiari e il trasporto di beni destinati a esigenze private, tra cui medicinali, generi alimentari e piante.
Nel fascicolo sono inoltre riportati sette episodi nei quali, secondo l’accusa contabile, l'auto di servizio sarebbe stata impiegata per procurarsi sostanze stupefacenti.
Una delle immagini acquisite agli atti dell’inchiesta, risalente al giugno 2023, mostra l’auto con il lampeggiante acceso.
Per Maurizio Messina, la Corte dei Conti ha quantificato in 13.591 euro la somma da versare.
L’ex autista era già stato destinatario, nelle scorse settimane, di un’altra condanna della magistratura contabile relativa al danno all’immagine arrecato all’Ars.
Miccichè e Messina dovranno inoltre sostenere le spese legali del procedimento, quantificate complessivamente in 1.669 euro.
La vicenda ha anche un versante penale.
Per gli stessi fatti, Gianfranco Miccichè dovrà affrontare un processo con le accuse di peculato e truffa.
Si tratta di un procedimento distinto rispetto a quello davanti alla Corte dei Conti, che riguarda invece la responsabilità per il presunto danno arrecato alle casse pubbliche dall’utilizzo dell’auto istituzionale