A distanza di molti anni dai fatti ricostruiti nel processo per droga, che risalgono al 2018, il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Dino Toscano, ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per i cinque imputati, tre dei quali riberesi, giudicati con il rito ordinario.
Non doversi procedere per Angelo Castelli, di 48 anni, Leonida Branchini, di 50, Giuseppe Tavormina, di 28. I tre sono difesi dagli avvocati Lucia Borsellino, Giuseppe Tramuta e Giovanni Di Caro.
Il giudice ha disposto il non doversi procedere anche per Ben Mosbeh Khireddine, di 34 anni, difeso dall’avvocato Antonio Palmieri, e per il marocchino Kaoutar Bouazza, di 49, quest’ultimo, difeso dall’avvocato Mauro Tirnetta, per una presunta cessione di hashish.
L’indagine per spaccio di droga, in particolare cocaina, a Ribera, era partita da una giovane sentita a sommarie informazioni dopo che i genitori avevano denunciato un ammanco di denaro e di oro a casa.
Una cessione un imputato che aveva patteggiato l’avrebbe effettuata in concorso con Tavormina e un’altra in concorso con Branchini. L’ipotesi nei confronti di Castelli riguardava la detenzione al fine di cessione di 15 grammi di cocaina e due panette di hashish.
Il tunisino Ben Mosbeh Khireddine avrebbe effettuato una cessione di cocaina per un corrispettivo di 50 euro e il marocchino Kaoutar Bouazza una cessione di hashish per 20 euro.
Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna per tutti gli imputati: 2 anni, 9 mesi e 10 giorni per Castelli; un anno, un mese e 10 giorni per Ben Mostrk Khaireddine; 2 anni, 2 mesi e 20 giorni per Branchini; 5 mesi e 10 giorni per Tavormina; 4 mesi per Kaoutar Bouazza.
Per il giudice riqualificazione con riconoscimento del fatto di lieve entità e non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.