Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione ed ex presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione siciliana, accusato dalla procura di Palermo di corruzione, sì e’ avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Giuseppa Zampino.
Armao, difeso dall'avvocato Giovanni Rizzuti, ha reso dichiarazioni spontanee e la difesa ha presentato una corposa memoria. Armao avrebbe sostenuto che, "non si trattava di mazzette, tra lui e Pierluigi Matta, ma prestiti e comunque erano soldi che mi erano dovuti per le mie prestazioni professionali".
La difesa ha contestato l'esistenza di esigenze cautelari e dei gravi indizi di colpevolezza e ha messo in dubbio l'utilizzabilita' e la fedelta' alla realta' di alcune intercettazioni.
Armao ai cronisti quando è arrivato al
palazzo di giustizia aveva detto che "le cose non stanno come dice la procura".
Nell'arco della mattinata - mentre aspettava il suo torno davanti al gip - Armao ha anche detto, tra le altre cose, conversando con i cronisti, di avere "amministrato e gestito centinaia di miliardi", subendo anche diversi procedimenti da cui non e' mai risultato alcunche'. Ai giornalisti che chiedevano dei soldi nascosti nell'orologio a pendolo - immortalato anche dalle videocamere della Squadra mobile, il professionista ha spiegato che "quello e' un posto di famiglia, lo utilizzava anche mio padre. E tutti sapevano che era cosi'".
Sullo scambio di soldi in macchina con Matta, Armao ha risposto ai giornalisti: "Dovevamo farlo a cena?".
Il gip si e' riservato sulla decisione riguardo alle misure cautelari chieste dalla procura. Per Armao la procura chiede la custodia cautelare in carcere.