Il tavolo convocato in prefettura a Milano ha prodotto il primo risultato concreto dopo giorni di tensione sulle strade. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, insieme al viceministro Edoardo Rixi, ha incontrato le associazioni nazionali dell'autotrasporto e ha annunciato lo sblocco di risorse rimaste ferme per lungaggini burocratiche. La misura riguarda circa un miliardo di euro destinati alle imprese del settore, con pagamenti che secondo il ministro arriveranno a 32mila aziende entro novembre. A queste si aggiungono 150 milioni di risorse aggiuntive che il Governo intende reperire per dare ulteriore ossigeno a un comparto messo in ginocchio dal caro gasolio.
Il viceministro Rixi precisa le cifre
Nel corso della stessa giornata il viceministro Edoardo Rixi ha fornito i dettagli tecnici dell'operazione, spiegando che sono stati sbloccati circa 480 milioni di euro relativi alle domande presentate dalle imprese fino ad agosto. Le nuove risorse saranno poi allocate sui mesi di settembre e ottobre, con i crediti d'imposta che saranno riconosciuti nel corso del 2027. Rixi ha parlato di tempi rapidissimi, annunciando che l'erogazione dei contributi sarebbe iniziata già dalla giornata stessa. Il Governo si è inoltre impegnato a inserire ulteriori fondi in un nuovo decreto, in modo da coprire anche le istanze più recenti arrivate dagli operatori del settore.
Salvini ammette che la partita è aperta
Il ministro ha scelto la prudenza nelle dichiarazioni, evitando di cantare vittoria. La situazione non è risolta, è l'inizio di un percorso, ha detto Salvini a margine della posa della prima pietra del Campus Conservatorio al Bosco della Musica a Rogoredo, spiegando che lo sblocco del miliardo e la ricerca di 150 milioni aggiuntivi rappresentano una prima risposta alle richieste degli autotrasportatori. Il ministro ha poi annunciato un secondo tavolo fissato per il 27 ottobre, appuntamento in cui sarà verificato l'avvio effettivo dei pagamenti promessi. Nel pomeriggio dello stesso giorno Salvini ha incontrato anche i rappresentanti dei Cobas, chiedendo la rimozione di qualsiasi blocco ancora in corso sulle strade del Mezzogiorno.
La Sicilia revoca il fermo ma resta in agitazione
Il segnale di apertura arrivato dal Governo ha prodotto un effetto immediato sull'isola. Il Comitato trasportatori siciliani ha annunciato la revoca del fermo dei tir, decisione maturata dopo il confronto con il ministro e la garanzia dell'avvio di un tavolo permanente. Come riportato nel quadro delle misure di sostegno per gli autotrasportatori, lo stato di agitazione resta comunque proclamato, segno che il comparto non considera chiusa la vertenza. La protesta era iniziata il 16 ottobre proprio sul caro gasolio e su altre istanze storiche del settore, con effetti già visibili sugli scaffali dei supermercati, dove numerosi prodotti hanno iniziato a scarseggiare per il rallentamento delle consegne.
Le prossime scadenze sul tavolo del Governo
Il percorso tracciato dal ministro prevede dunque due binari paralleli. Da un lato la macchina amministrativa dovrà erogare in tempi stretti le risorse sbloccate, dall'altro il confronto politico dovrà trovare nuove coperture per il settore. Il tavolo permanente rappresenta la richiesta centrale avanzata dalle associazioni, che chiedono regole stabili sul costo del carburante e un sistema di ristori automatico. La partita resta aperta e il 27 ottobre sarà il primo banco di prova per verificare se gli impegni assunti a Milano si tradurranno in bonifici reali per le imprese.